Crudeltà negli allevamenti di maiali: l’inchiesta di Animal Equality | VIDEO

Gli investigatori sono entrati all’interno di un allevamento di maiali in provincia di Brescia, insieme al Tg2. Ecco cosa hanno trovato:

Di Anna Ditta
Pubblicato il 24 Lug. 2019 alle 14:27 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:09
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Immagine di copertina
Credit: Animal Equality

Allevamento maiali crudeltà

Cadaveri di maialini abbandonati nei corridoi, animali coperti di feci e urine, infestazioni di blatte, topi e vermi, un operatore che uccide un maialino scagliandolo contro il muro.

Sono solo alcune delle terribili scene documentate nell’ultima inchiesta di Animal Equality, associazione animalista che per quattro mesi, tra febbraio e aprile 2019, è entrata insieme a Piergiorgio Giacovazzo, inviato e presentatore del Tg2, all’interno di un allevamento di maiali in provincia di Brescia.

Gli investigatori hanno trovato una situazione igienico-sanitaria preoccupante, con cadaveri di maiali abbandonati in decomposizione, animali morenti e agonizzanti nei corridoi esterni e scrofe in gabbia ferite e con piaghe da decubito.

“È evidente quindi come manchino del tutto controlli adeguati e tempestivi all’interno degli allevamenti intensivi italiani”, si legge nel comunicato di Animal Equality, che per questi motivi ha denunciato i proprietari dell’allevamento e ne chiede la chiusura immediata.

“Ancora una volta emerge chiaramente come l’immagine idilliaca che spesso viene mostrata dagli allevatori contrasta nettamente con la realtà, una realtà fatta di abusi terribili e sofferenze”, sostiene Animal Equality. “Le condizioni di questi animali infatti sono inaccettabili per chiunque e pericolose per i consumatori, che hanno il diritto di conoscere la realtà che si cela dietro questi luoghi”.

In Italia sono più di 8 milioni i maiali che vengono allevati ogni anno negli allevamenti intensivi, di cui quasi 4 milioni solo in Lombardia.

Più di 500mila scrofe invece sono costrette a passare quasi tutta la vita tra le sbarre delle gabbie, senza poter esprimere alcun comportamento naturale, potersi muovere e accudire i propri cuccioli.

Con l’investigazione è stata lanciata una petizione online rivolta al Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio e al Ministro della Salute Giulia Grillo allo scopo di chiudere questo allevamento e chiedere maggiori controlli.

“Grazie a questa nostra investigazione e al Tg2, emergono chiaramente tutti gli orrori di questi allevamenti, ed è per questo che le istituzioni devono assumersi la responsabilità di rispondere in modo adeguato”, afferma Matteo Cupi, Direttore Esecutivo di Animal Equality Italia. “Bisogna muoversi tempestivamente per chiudere allevamenti come questi, che comportano sofferenze immense per gli animali. Abbiamo denunciato questo allevamento e seguiremo da vicino la vicenda. Servono più controlli, e servono ora”.

“Inoltre, le nostre immagini mostrano le sofferenze a cui sono costrette le scrofe in gabbia, madri che non possono accudire i propri cuccioli e muoversi liberamente per la loro breve vita. Le gabbie sono un sistema arcaico e ingiusto, che va dismesso il prima possibile, come stiamo chiedendo insieme ad altre 140 associazioni promotrici della petizione europea End the cage age“, conclude Cupi.

Qui l’intervista in esclusiva di TPI.it a un investigatore sotto copertura di Animal Equality (leggi l’articolo completo)

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