TPI Fest 2020! La terza serata del Festival di TPI in diretta da Sabaudia: l’intervista a Claudio Durigon e Luca Palamara | DIRETTA LIVE

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 2 Ago. 2020 alle 21:55 Aggiornato il 4 Ago. 2020 alle 18:25
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TPI Fest! 2020, la terza serata del Festival di TPI in diretta da Sabaudia

Da venerdì 31 luglio fino a domenica 2 agosto 2020 torna a Sabaudia la seconda edizione del TPI Fest! 2020 una voce libera e senza padroni, il festival organizzato da TPI con il patrocinio del Comune di Sabaudia e della Regione Lazio.

La terza serata del TPI Fest 2020 ospita l’intervista del direttore Giulio Gambino al sindacalista e politico della Lega Claudio Durigon. Nella seconda parte della serata Gambino intervista insieme al vicedirettore di TPI Stefano Mentana il magistrato e ex membro del Csm Luca Palamara.

La diretta sulla pagina Facebook di TPI

TPI Fest! 2020 Una voce libera e senza padroni (Sabaudia 31 Luglio – 1 Agosto – 2 Agosto)

Giulio Gambino intervista Luca Palamara

“Io in politica? Le strade della vita sono impensabili, ora sono concentrato sulla mia difesa, l’obiettivo adesso è chiarire e ripristinare verità dei fatti, dimostrare tutto quello su cui si sta investigando. Altri magistrati lo hanno fatto”.

“L’intercettazione non può essere utilizzata come arma di strumento politico per eliminare l’avversario politico e lo dico a prescindere dalla mia vicenda. Ma è indubbio che una parte della stampa si è imposta alla limitazione dell’utilizzo delle intercettazioni”.

“Fa male tutto quando vengono tirati fuori gli aspetti della vita privata. Per tutti, non solo per me”.

“La magistratura è in evoluzione, bisogna essere realisti, la magistratura è composta da 9mila persone che nei fatti sono una comunità. È indubbio che la sinistra ha una forte capacità di orientamento della magistratura. A volte ti viene da pensare che la stampa non sia libera, è importante indipendenza della stampa così come quella della magistratura”.

“Ho grande fiducia che la generazione dei giovani possa dare al paese una stampa libera”.

“La magistratura vuole prevalicare la politica. Questo è un problema che esiste e a mio avviso deve essere risolto”.

“Se tornassi indietro non rifarei le stesse cose, eviterei questo meccanismo di relazioni e sarei molto più netto su reiterate e numerose richieste di raccomandazione che hanno caratterizzato la mia persona in quegli anni”.

“Accordo mira a trovare la persona migliore, parliamo meccanismo di individuazione del miglior dirigente sulla base di un accordo. In Italia tutte le nomine sono frutto di accordo, anche in politica.  Non bastano solo carte, necessità di raccogliere ulteriori informazioni e trovare accordi per favorire soluzione migliore, che è inevitabile, perché se organizzazione interna è quella delle correnti, il sistema era “devo mettere uno qui e uno qui. Anche nella magistratura abbiamo usato il manuale Cencelli”.

“Fior fior di magistrati nelle procure di Napoli o Torino, magistratura ha problemi interni ma per i cittadini va detto che non abbiamo messo ultimi arrivati a dirigere i più importanti uffici. Per rompere meccanismo delle correnti ci vogliono riforme. Posso dire che da uomo che fa parte della magistratura associata, chi fa parte della magistratura associata come me teme il sistema del sorteggio”.

“Chi fa parte della magistratura associata come me teme il sistema del sorteggio”.

“Stiamo parlando di un meccanismo di individuazione del miglior dirigente sulla base di un accordo. In magistratura cosi come in politica e nei giornali. In Italia tutte le nomine avvengono su questa base. Non bastano solo le carte, spesso i curriculum sono sovrapponibili. Bisogna raccogliere maggiori informazioni e raggiungere accordi per favorire la situazione migliore perché se nel sistema delle correnti ogni corrente dice “Io devo mettere uno qui e io uno li”.

“Il mio è un ruolo che rischia di inghiottirti, che ti esaspera e ti fa perdere il contatto con la realtà e rispetto al quale la mia capacita relazionale si favoriva”.

Palamara: “Trojan strumento con cui si fanno indagini importanti” – “Il trojan è uno strumento grazie al quale si fanno importanti indagini di mafia e terrorismo e la nostra sfida è estenderlo alla corruzione. Nel mio caso si e’ trattato di un messaggio – spesso arrivano allegati e mail – che ha infettato lo strumento informatico. Come tutti gli strumenti innovativi ha aspetti problematici e sicuramente necessita di attività di ulteriore sviluppo e di comprensione del fenomeno. Non tutto quello che ho fatto è stato registrato. Con i miei difensori stiamo cercando di comprenderlo ma ovviamente non posso parlarne”. Così il magistrato Luca Palamara nel corso dell’intervista con il direttore del giornale online Giulio Gambino durante la terza serata del TpiFest!.

Per diventare procuratore di Roma non bastava conoscere solo me, ma chi voleva diventarlo se non era iscritto alle correnti era penalizzato, le correnti permeano e caratterizzano in maniera decisiva vita della magistratura”.

Ci sono più Palamara. E sono coloro che negli anni hanno ricevuto incarichi politici associativi”.

““Sicuramente c’è chi sarà dispiaciuto per la mia vicenda e chi sarà contento. In un anno così particolare mi sono fatto un’idea, il fatto che nell’ultimo periodo avevo cambiato all’interno della magistratura le cosiddette alleanze politiche e associative, credo che possa aver dato fastidio. Sicuramente in una fase della mia attività politico associativa l’alleanza tra Unicost e Aria (che è il grippo della sinistra giudiziaria) è stata sostituita da accordi più marcati dal gruppo Unicost e Magistratura e Indipendenza. Da quel momento sono accadute situazioni che hanno creato uno spaccato diverso, fino alle nomine della procura di Roma. “La nomina del pm di Roma l’anno scorso è stata oggetto di un forte dibattito interno sia all’ufficio che nei gruppi associativi, e questo sicuramente ha destato attenzione, infatti è uno dei temi oggetto delle registrazioni con il trojan. Per diventare procuratore di Roma non bastava conoscere solo me, ma chi voleva diventarlo se non era iscritto alle correnti era penalizzato”, ha specificato l’ex membro del Csm. “Le correnti permeano e caratterizzano in maniera decisiva la vita della magistratura”.

Palamara: “Perché è accaduto a me? Perché io in quel momento ero uno degli esponenti della pol ass e magistratura. E’ stato preso il mio telefono. Se fossero state ascoltate altre conversazioni di miei omologhi si avrebbe un’idea globale. Cosi c’è una visione parziale. Esiste un altro pezzo”.

Palamara, le chat su Salvini? Prendo le distanze – Le chat nelle quali si faceva riferimento a Salvini? “Quelle chat contengono delle affermazioni improprie e io per primo ho preso le distanze. Ho fatto quelle affermazioni in via confidenziale. Da quei messaggi, una volta usciti fuori, io per prima ho preso le distanze. Sono sicuro che la magistratura saprà essere imparziale”. Lo ha detto il magistrato ex membro del Csm Luca Palamara al festival di TPI. “Sono un uomo delle istituzioni”, ha spiegato.

Palamara: “Spesso viene invocato il cosiddetto processo alla Palamara, ma per quanto riguarda la mia storia professionale se per processo Palamara viene inteso processo giusto indipendente imparziale in quella definizione mi ritrovo. Per le chat sul mio telefono, dico che contengono affermazioni improprie e già più volte da quelle affermazioni io per primo ho preso di stanze, ma tengo a dire che quando si scrive sulle chat spesso lo si fa in via confidenziale, in forma stringata, in forma sintetica, e soprattutto quando si fa lo si fa nella convinzione del caposaldo della libertà e segretezza delle nostre comunicazioni. Prendo distanze da quelle che contengono contenuti impropri su svolgimento dell’attività politica. Quando i rapporti con uomini politica e istituzioni mio ruolo non è il ruolo di un magistrato che esercita giurisdizione, ho esercitato carica rappresentativa che come tale m’imponeva d’interfacciarsi con il mondo della politica e delle istituzioni. Ho frequentato uomini politici di entrambi gli schieramenti, determinati giudizi sono frutto di situazioni contingenti che come tali devono essere contestualizzati.

Palamara: “Il mio nome, Palamara, può essere fatto solo per definire processo giusto e imparziale”

Giulio Gambino intervista Claudio Durigon

Peggior ministro di questo governo è Lucia Azzolina, ma anche la Catalfo sta facendo disastri davvero grandi. Azzolina e Raggi sono la fortuna degli altri partiti perché avere due persone così nello schieramento opposto è una. Il candidato sindaco a Roma è una persona che deve accendere una macchina che è spenta da cinque anni. Bongiorno ha caratteristiche positive ma non credo voglia mettersi in gioco a Roma.

“Ci sono stati negli errori nella gestione del Covid da parte della giunta regionale lombarda“. La Lega lombarda ha dimostrato negli anni un buon governo. Il Covid in altre regioni d’Italia sarebbe stato più catastrofico. Si parla di sanità: perdonatemi ma nella maggior parte che hanno un grosso problema sanitario, tutti quanti partono e vanno in Lombardia perché ha una sanità eccellente. In qualsiasi altra regione l’epidemia sarebbe stata peggio. I numeri della Lombardia, gli abitanti che sono 10 milioni il fatto che aveva interazione diversa da quella che hanno altre regioni ha portato ad avere un grande numero di Covid che ha devastato loro sanità, ma le ricordo che se facciamo i conti con la nostra regione Lazio: qui Zingaretti ha chiuso 16 ospedali”.

Durigon: “‘Il mare del Circeo è meglio del mare del Papeete’. Il 6 agosto di un anno fa, in una riunione al Viminale abbiamo deciso all’unanimità, l’unico possibilista sul far cadere il governo ero io, perché i primi 11 mesi di quel governo avevamo fatto bene, fino alla campagna elettorale delle europee. Quel giorno è stata presa la scelta di staccare la spina al governo che non andava più nella stessa direzione e da quel momento c’è stato il trasformismo del presidente Conte che ha cambiato la sua pelle costruendo un governo che mai potevamo immaginare. Matteo Salvini credeva in quel governo quando abbiamo contribuito a dire di no ne ha sicuramente sofferto come tutti , come quando finisce un matrimonio fa male a tutti anche se sai che dovrà finire. Siamo sempre state persone che volevano che il Paese si rilanciasse dall’altra parte muro di gomma che ha rimbalzato nostre proposte. Non stiamo gestendo bene questa fase. Maggio 2019 quando facevano vedere sondaggi exit poll la Lega stava al 27 per cento, poi siamo arrivati al 34 e i sondaggi hanno un valore indicativo. Non c’è mai stato un sondaggio prima delle europee che diceva che eravamo al 34 per cento e dopo le elezioni ci davano al 35 vi posso garantire che i sondaggi sono le urne Io vedo gente che ha bisogno della Lega. Non credo agli exit poll e nemmeno ai sondaggi. Anche Matteo non li guarda, per lui la vita reale è un’altra. Altrimenti avremmo dovuto staccare la spina il 19 maggio quando eravamo al 34%. Penso che Zaia sia uno dei governatori più bravi e importanti d’Italia e infatti si ricandiderà e vincerà in Veneto, é uno che sta nel nostro direttivo parla sempre e Matteo Salvini lo ascolta”.

TPI Fest! è un festival aperto al confronto, libero e senza preconcetti. Attraverso dibattiti, analisi e punti di vista differenti vogliamo offrire chiavi di interpretazione del presente e una riflessione plurale sulla società, la politica, la cultura e l’informazione libera, senza giri di parole. 

Qui la diretta della prima serata del TPI Fest!

Qui la diretta della seconda serata del TPI Fest!

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