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Toscana, Ceccardi risponde a Giani: “Non sono una ‘cagna’ al guinzaglio di Salvini”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 28 Giu. 2020 alle 17:22
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Immagine di copertina
La candidata leghista alle regionali in Toscana, Susanna Ceccardi, e il candidato del Pd Eugenio Giani

Toscana, Ceccardi risponde a Giani: “Non sono la cagna al guinzaglio di Salvini”

Esplode la polemica in Toscana in occasione della campagna elettorale per le elezioni regionali di settembre: stamattina il candidato del Pd Eugenio Giani, in un’intervista al Corriere Fiorentino, ha parlato dell’avversaria, la leghista Susanna Ceccardi, definendola una “candidata che sta al guinzaglio di Matteo Salvini“. Immediata la reazione della Lega, che ha bollato le dichiarazioni di Giani come sessiste. Nel pomeriggio, poi, è intervenuta sul tema la diretta interessata: “Non voglio fare la vittima, una certa sinistra griderebbe allo scandalo se un nostro esponente dicesse a una donna dello schieramento avversario che è buona soltanto a stare al guinzaglio come una cagna: si leverebbero le grida di indignazione a livello internazionale”, ha dichiarato Ceccardi.

“Non mi sento una vittima – ha continuato la candidata della Lega alle regionali in Toscana ed europarlamentare – ma i piedi in testa non me li faccio mettere da nessuno. Lo sappia il signor Eugenio (Giani, ndr) e lo sappiano gli altri. Sono dove sono perché ho ricevuto i voti della gente, perché ho ribaltato un sistema di potere dopo decenni, mentre, nel frattempo, lui a quel sistema si prostrava. Sono conosciuta perché ho sempre detto quel che penso, lui è conosciuto perché ha sempre detto quello che gli altri si volevano sentire dire”. E sul suo rapporto con Matteo Salvini, ha spiegato: “Con lui ho un rapporto di lealtà, perché ha creduto in me quando in pochi ci credevano. Giani invece coi suoi capi ha un rapporto di sudditanza. Forse non tutti ricordano che Matteo Renzi, in più occasioni, ha strappato di dosso la fascia della Regione Toscana a Eugenio Giani. E lui, senza opporre resistenza, si è fatto calpestare. Non è questione di uomini o donne, di fasce o guinzagli. È questione di dignità e coraggio. A me la fascia di dosso non me l’ha mai strappata nessuno. Né Renzi, né Salvini, né un facinoroso della sinistra”.

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