Taglio dei parlamentari, il governo indica la data del 29 marzo per il referendum

Di Anna Ditta
Pubblicato il 27 Gen. 2020 alle 19:26 Aggiornato il 27 Gen. 2020 alle 19:32
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Taglio dei parlamentari, il governo indica la data del 29 marzo per il referendum

Il Consiglio dei ministri ha indicato la data del 29 marzo 2020 per l’indizione del referendum sul taglio dei parlamentari. La data sarà fissata con decreto del Presidente della Repubblica.

“Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte”, si legge nel comunicato stampa, “ha convenuto sulla data del 29 marzo 2020 per l’indizione – con decreto del Presidente della Repubblica – del referendum popolare previsto dall’articolo 138 della Costituzione sul testo di legge costituzionale recante: «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», approvato dalle due Camere e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, serie generale, n. 240, del 12 ottobre 2019″.

Lo scorso 23 gennaio, l’Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione ha dato il via libera al referendum. Non sarà necessario il raggiungimento di alcun quorum perché non si tratta di un voto abrogativo.

A proposito del referendum, il premier Giuseppe Conte, ospite a Otto e mezzo, ha dichiarato: “Non mi preoccupa. Siamo fiduciosi che ci sia un ampio schieramento dei cittadini a favore di questa riforma”. E sull’ipotesi di caduta del governo dopo il voto sul taglio dei parlamentari ha aggiunto: “No direi, proprio di no, non vedo connessioni”.

“Oggi cominciamo a parlare delle cose da fare subito. Il primo appuntamento che abbiamo è il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari: la prima cosa di cui dobbiamo parlare è questa”, ha detto oggi il capo politico “reggente” del M5s Vito Crimi, durante una conferenza stampa in Senato.

Cosa cambia con la riforma

Con la riforma il numero dei parlamentari si riduce di circa un terzo, passando dagli attuali 945 a 600. Ii deputati scendono da 630 a 400 e i senatori calano invece da 315 a 200. Si riducono del 36,5 per cento i componenti elettivi di Camera e Senato con 230 deputati e 115 senatori in meno.

La proposta di legge costituzionale approvata dal Parlamento chiede la modifica modificati gli articoli 56 e 57 della Costituzione che determinano il numero di deputati e senatori.

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