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Marta Cartabia premier? “Ecco le mie tre priorità per affrontare crisi e pandemia”

L'ex presidente della Consulta ha tenuto il suo intervento in occasione della presentazione del Piano Strategico per il quadriennio 2021-2024 della Compagnia di San Paolo. Ecco alcuni estratti:

Di Anna Ditta
Pubblicato il 30 Gen. 2021 alle 10:01
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Immagine di copertina
Marta Cartabia. Credit: Ansa/Giuseppe Lami

“La pandemia ha portato con sé una crisi ad altissimo livello di complessità, che riguarda molteplici ambiti della vita sociale e molteplici dimensioni del vivere comune. Certamente, in primo luogo, è una crisi sanitaria, una crisi economica che si è imposta a seguito delle misure che sono state prese per contrastare la diffusione di questo virus, è anche una crisi istituzionale, democratica”. Sono le parole usate pochi giorni fa da Marta Cartabia, prima presidente donna della Corte costituzionale (in carica dal 2019 al 2020) per descrivere la situazione di difficoltà che si trova ad affrontare il nostro Paese.

Cartabia, il cui nome circola come possibile premier di un governo istituzionale che potrebbe essere chiamato a subentrare nel caso in cui falliscano le consultazioni del presidente della Camera Roberto Fico, ha tenuto il suo intervento in occasione della presentazione del Piano Strategico per il quadriennio 2021-2024 della Compagnia di San Paolo e alcuni estratti del suo intervento sono stati pubblicati oggi dal quotidiano La Stampa.

L’ex presidente della Consulta ha parlato di una “crisi sociale che sta portando nuove diseguaglianze e nuove solitudini e vorrei sottolineare una crisi esistenziale” e ha segnalato tre priorità. “La prima: uno sguardo integrale alla persona e ai suoi bisogni. (…). La persona, nella Costituzione italiana, è ritratta attraverso le sue esigenze (…) catalogate in rapporti civili, rapporti etico-sociali, rapporti economici, rapporti politici. Oggi ci sono urgenze ed emergenze che portano in primo piano alcuni bisogni primari, per lo più di natura materiale. Ma se torniamo al testo su cui si fonda la nostra convivenza civile, siamo richiamati a un dato essenziale. La persona è una, c’è una unità di anima e corpo. (…). In questo contesto è necessario più che mai tenere alta l’attenzione oltre che, ovviamente, sui molteplici bisogni sociali e materiali che si moltiplicano ovunque, anche sui bisogni culturali, artistici, formativi, educativi”.

“La seconda priorità”, secondo Marta Cartabia, “è una risposta a quattro mani. La complessità della crisi generata dalla pandemia chiama in causa la responsabilità di tutti. Le istituzioni a tutti i livelli, dal Comune alla Regione al governo nazionale all’Unione europea con la ritrovata solidarietà. Ma chiama in causa anche la disponibilità delle tante risorse presenti nella società. Non basta la mano visibile delle istituzioni o la mano invisibile del mercato, per parafrasare una celebre espressione di Adam Smith. Occorre una risposta a quattro mani, frutto di una interazione intelligente di tutte le istituzioni illuminate, della cittadinanza attiva, del Terzo Settore e delle imprese responsabili”.

Infine, la terza priorità segnalata da Cartabia, è “un’attenzione privilegiata alle nuove generazioni e alle generazioni future“. “Sulle loro spalle stiamo addossando un pesante fardello, non a caso l’Unione europea ha intitolato il suo programma di solidarietà più ambizioso Next Generation Eu. Il volto del domani, nostro e dei nostri figli, dipenderà in larga misura da come avremo vissuto questo sconcertante oggi e su come avremo accompagnato i giovani di oggi (…). Le urgenze del presente tendono a sospingere più in là, a delegare ad altri il compito di pensare al dopo di noi. Ma il dopo si costruisce a partire dal presente”. Qui il video integrale dell’intervento di Cartabia:

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