Marta Cartabia eletta presidente della Corte costituzionale: è la prima donna a guidare la Consulta

Cartabia, in estate accostata anche al ruolo di nuovo premier prima del Conte bis, eletta all'unanimità: il suo mandato scadrà però tra nove mesi

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 11 Dic. 2019 alle 11:32 Aggiornato il 11 Dic. 2019 alle 12:07
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Immagine di copertina
Marta Cartabia. Credit: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Marta Cartabia eletta presidente Corte costituzionale: è la prima donna a guidare la Consulta

Nella mattina di mercoledì 11 dicembre 2019, Marta Cartabia è stata eletta presidente della Corte costituzionale: si tratta della prima volta che una donna viene nominata alla guida della Consulta.

L’elezione di Marta Cartabia è arrivata all’unanimità: 14 i voti favorevoli e una sola scheda bianca (la sua). Dal 2014, il giudice ricopriva già il ruolo di vicepresidente della Consulta. “Si è rotto un vetro di cristallo – ha dichiarato a caldo la nuova presidente – e io ho l’onore di essere un’apripista”.

Il suo mandato, tuttavia, sarà piuttosto breve: durerà solo 9 mesi. Il motivo sta nel fatto che ogni giudice della Corte costituzionale, secondo l’articolo 135 della Costituzione, può rimanere in carica per un massimo di nove anni. Cartabia venne eletta membro della Consulta il 13 settembre 2011, dall’allora capo dello Stato Giorgio Napolitano. Fu la terza donna in assoluto a entrare nella Consulta, dopo Fernanda Contri e Maria Rita Saulle. Il suo mandato da presidente, dunque, scadrà il 13 settembre 2020.

Chi è Marta Cartabia

Il giudice è anche docente di diritto costituzionale all’Università Bicocca di Milano e ha un profilo internazionale per studi e pubblicazioni. Sposata e madre di tre figli, Cartabia ha 56 anni ed è originaria della provincia di Milano. Oltre a essere la prima donna, è anche uno dei più giovani presidenti della storia della Consulta. Nella sua carriera, ha fatto parte come esperto di alcuni organismi europei, come l’Agenzia dei diritti fondamentali della Ue di Vienna.

Alla Corte costituzionale è stata relatrice di importanti sentenze che hanno provocato ampi dibattiti nell’opinione pubblica. Ad esempio quella sui vaccini, con la quale la Corte ha stabilito che l’obbligo di farli non è irragionevole, bocciando il ricorso della regione Veneto. O quella sull’Ilva, che dichiarò incostituzionale il decreto del 2015 che consentiva la prosecuzione dell’attività di impresa degli stabilimenti, nonostante il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria dopo l’infortunio mortale di un lavoratore.

Il suo nome, l’estate scorsa, è stato più volte accostato al ruolo di nuovo presidente del Consiglio italiano, prima della nascita del governo Conte bis. Cartabia, infatti, era tra i papabili candidati al ruolo di premier qualora il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avesse chiesto un governo di transizione per superare la crisi innescata dalla Lega. In quel caso, dunque, Cartabia sfiorò un altro record: quello di prima donna premier nella storia italiana. A lei si era pensato anche come ministro dell’ipotetico governo Cottarelli, prima della formazione del primo esecutivo Conte.

Chi è Marta Cartabia, nuovo presidente della Corte costituzionale

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