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Fiducia Draghi, il M5s espelle 15 senatori, la scissione è iniziata. Lezzi: “Mi candido per il comitato direttivo”. Ma lo Statuto glielo impedisce

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 18 Feb. 2021 alle 07:50 Aggiornato il 18 Feb. 2021 alle 15:32
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Immagine di copertina

Il governo Draghi ha incassato la fiducia al Senato. I voti espressi sono così ripartiti: con 304 senatrici e senatori presenti, 262 sono stati i voti favorevoli, 40 i contrari, e 2 gli astenuti.

Dopo la prova espressa a Palazzo Madama, oggi è la volta della Camera, dove dovrebbe essere altrettanto semplice ottenere la fiducia. I fari ora restano puntati sul Movimento 5 Stelle: sono stati molti i senatori pentastellati a votare contro la fiducia. Ben 15 che votando in dissenso col gruppo contro il Governo Draghi sono stati espulsi dal Movimento 5 stlle. Si tratta di Angrisani, Abate, Ortis, Moronese, Morra, Mininno, Giannuzzi, Lezzi, Lannutti, La Mura, Mantero, Granato, Corrado, Crucioli, Di Micco.

“I 15 senatori che hanno votato no alla fiducia saranno espulsi”, ha così annunciato su Facebook il capo politico del Movimento 5 stelle, Vito Crimi, che aggiunge: “si collocano, nei fatti, all’opposizione. “Per tale motivo non potranno più far parte del gruppo parlamentare del Movimento al Senato. Ho dunque invitato il capogruppo a comunicare il loro allontanamento, ai sensi dello Statuto e del regolamento del gruppo”.

A questi 15 bisogna aggiungere gli assenti: “Per i senatori assenti ieri in occasione del voto di fiducia al governo – ha aggiunto Crimi – ho chiesto al capogruppo di verificare le ragioni dell’assenza. Se non motivate da comprovate motivazioni di salute o stato di necessità anche per loro sarà prevista la sanzione più grave”.

La mini-scissione nel Movimento Cinque Stelle sarebbe quindi ufficialmente iniziata e Barbara Lezzi, tra i 15 grillini espulsi per aver votato no al Governo Draghi, dichiara guerra. “Ho appena letto il post del reggente perpetuo – scrive la Lezzi – in cui comunica l’espulsione dal gruppo parlamentare dei 15 senatori, tra cui ci sono anche io, che ieri non hanno dato la fiducia al governo Draghi. Ho preso la decisione. Mi candido a far parte del comitato direttivo del M5S (da cui non sono espulsa)”.

“Credo che il 41% degli iscritti contrari ad allearsi con tutti, compresi Berlusconi, Salvini e Renzi, debbano essere rappresentati – spiega -. Sono convinta, inoltre, che se il quesito fosse stato riproposto, come lo statuto prevede, quel 41% sarebbe stato più alto. Auspico, quindi, la massima serietà nel percorso che porta alle candidature e l’urgenza necessaria a sbloccare l’azione del M5S. Coraggio”, conclude Lezzi.

Ma lo statuto del Movimento potrebbe escluderla dalla corsa. Si legge infatti: “Per gli iscritti che siano membri dei gruppi parlamentari e/o consiliari, l’espulsione dal ‘MoVimento 5 Stelle disposta in conformità con le procedure del presente statuto comporta l’espulsione dal gruppo parlamentare e/o consiliare; analogamente – ed è questa la parte che viene rimarcata – l’espulsione dal gruppo parlamentare e/o consiliare, disposta in conformità con le procedure dei rispettivi regolamenti, comporta l’espulsione dal MoVimento 5 Stelle”.

“Siamo nell’era della resilienza, dell’antropocene, e dobbiamo necessariamente effettuare un salto quantico, passare da un regime di equilibrio (che realmente non lo è più) a un altro e l’unità, il patto verde, è l’unica strada”. Lo scrive su Fb Beppe Grillo rilanciando un post sul suo blog sulla transizione ecologica a firma della senatrice Patty L’Abbate.

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