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Forza Italia: la creatura di Silvio Berlusconi dilaniata tra sovranisti e antisovranisti

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È bastato un pranzo – ma senza esagerazioni come d’abitudine – a Silvio Berlusconi per mettere a posto l’intera geografia interna del partito dopo la ‘fuga’ verso il governo dei tre lettiani e antisovranisti (leggasi: anti Salvini) Brunetta, Carfagna e Gelmini.

S&D

Silvio Berlusconi ha nominato Antonio Tajani coordinatore nazionale di Forza Italia e Licia Ronzulli (negli ultimi anni vero braccio destro del Cav) responsabile dei rapporti con gli alleati. A Tajani, attuale vicepresidente del partito, e tra i fondatori del del Movimento azzurro, il Cav “ha assegnato come principale mandato quello di coordinare lo sviluppo di Fi sul territorio.

Tra i primi compiti anche quello di coordinare l’attività e il contributo di Fi al neonato governo Draghi. Insomma, una sorta di risarcimento per l’ex presidente del consiglio europeo uscito sconfitto dalla corsa al ministero per il governo Draghi. Inutile negare che sia Berlusconi che il diretto interessato ci speravano, in un ministero (esteri o difesa che fosse). Così per il fedelissimo Tajani è arrivato un nuovo incarico nel partito, incarico “con vista su palazzo Chigi”.

Un modo anche per tenere d’occhio i tre del partito che invece il ministero da Draghi lo hanno avuto ma che sono vicinissimi a Gianni Letta anziché al Cav: “Con questa mossa Berlusconi con la scusa di riempire le caselle lasciate vuote da Gelmini e Brunetta, cerca di mettere la sordina ai problemi interni e alla perenne lotta tra sovranisti e antisovranisti che sta dilaniando Forza Italia”, spiega un big del partito.

Anche per il ruolo di capogruppo alla Camera potrebbe presto aprirsi una “sfida” tra deputati ritenuti vicini alla Lega e quelli più vicini all’ala moderata, considerando che Occhiuto ora capogruppo “reggente” potrebbe lasciare per candidarsi alla presidenza della Calabria. In pista sono pronti a scendere Giorgio Mulè, considerato vicino a Licia Ronzulli e l’ex sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo.

Leggi anche: 1. Se nel Pd le donne contano davvero, adesso un ministro uomo deve dimettersi e lasciare il posto a una collega (di Luca Telese) / 2. Donne del PD, ora basta: sfondiamo le porte che altrimenti resteranno chiuse (di Monica Cirinnà) / 3. Quella sinistra che dice No a Draghi: così l’opposizione non è un’esclusiva di Giorgia Meloni (di Giulio Cavalli)

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