Giarrusso (M5S) a TPI: “Troppe concessioni al Pd, il Movimento si sta suicidando per non mollare le poltrone”

Intervista al senatore dissidente del Movimento 5 Stelle Mario Michele Giarrusso: "Abbiamo regalato l'università al Partito Democratico, ma i nostri elettori non ci hanno votato perché mettessimo a capo dell’università un barone. Anche Grillo si sta preparando al peggio, il suo Movimento non esiste più"

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 3 Gen. 2020 alle 16:40 Aggiornato il 4 Gen. 2020 alle 08:26
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Giarrusso a TPI: “Il M5S si sta suicidando per non mollare le poltrone”

Dopo l’espulsione dal M5S di Gianluigi Paragone stabilita dal collegio dei probiviri, le dimissioni dell’ormai ex ministro Lorenzo Fioramonti, nel frattempo passato al gruppo misto, e la fuga di altri due deputati, Nunzio Angiola e Gianluca Rospi, i quali vanno ad aggiungersi ai tre senatori Urraro, Grassi e Lucidi passati addirittura alla Lega, il Movimento 5 Stelle vive uno dei momenti più difficili dalla sua nascita. È la fine del movimento fondato da Beppe Grillo? Lo abbiamo chiesto a Mario Michele Giarrusso, senatore dissidente del M5S, intervistato da TPI.

Senatore Giarrusso, dopo l’espulsione di Paragone continuano le fuoriuscite dal Movimento 5 Stelle. Siamo alla resa dei conti?

Non lo so. Certamente c’è unaccelerazione, anche l’intervento di Di Battista va in quella direzione. Finalmente dovrebbe avere superato alcune timidezze nello scontro diretto con Di Maio.

Cosa dire su questo silenzio di Grillo?

Grillo scava, parla per metafore: scava una trincea e si sta preparando al peggio.

Sembra che Casaleggio e Di Maio confidino nel sistemare tutto nei prossimi Stati Generali. Lo vede possibile?

Gli Stati Generali partono male, il primo che lha fatto è finito sul patibolo. Le cose calate dallalto finiscono male, si rivoltano contro a chi le mette in atto, esattamente come finirà questa riorganizzazione che doveva partire dal basso.

Cosa dovrebbe fare ora il Movimento per recuperare credibilità?

Deve recuperare la propria identità sviluppando la partecipazione degli attivisti, dal basso verso lalto. Lalto orienta male, verso il disastro.

Ma come finirà? Se ne andranno tutti dal M5S o se ne andranno i capi che voi ritenete dannosi?

Io preferirei che andassero via i mali del movimento. Questo movimento in questo momento non assomiglia al Movimento 5 Stelle fondato da Grillo, proprio in niente, nessuna bandiera è stata mantenuta e tutto questo in nome di un “governismo” che dà i brividi e che è parente del “stiamo attaccati alla sedia”. Si vantano delle leggi approvate, sì, va bene, ma a che prezzo? Al prezzo di suicidare il Movimento? Cosa si può cedere per fare approvare le leggi che ci interessano? Secondo me si è ceduto troppo e si è ottenuto tropo poco. Lultimo cedimento al Pd è quello sull’università: avevamo il ministero e abbiamo regalato luniversità al Pd. E chi ha messo il Pd? Il presidente della conferenza dei rettori, già inquisito, sospettato di essere un massone e quindi il peggio del peggio del baronato universitario, proprio quello che la sinistra diceva di combattere. Non ci hanno dato il voto perché mettessimo a capo delluniversità un barone.

Cosa pensa di questo silenzio di Di Maio sulla vicenda in Iran?

La diplomazia lavora, in questi casi. Credo che sia un silenzio dovuto alla gravità della situazione. È una vicenda di gravità assoluta, significa buttare un cerino in un lago di benzina. Nella vicenda iraniana c’è il coinvolgimento diretto di Cina e Russia. Il conflitto strisciante che si è sfiorato in Siria e in Ucraina non vorrei che divampasse proprio adesso in Medio Oriente. Dopo 100 anni i turchi che furono cacciati dalla Libia dagli iraniani ora ritornano in forze arroganti con un neo espansionismo che fa rabbrividire e che trova noi balbettanti.

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