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Gas alle stelle, Cingolani: “Per metà anno sostituiremo metà di quello che importiamo dalla Russia”

Immagine di copertina
Credit: EPA/FILIPPO ATTILI

Gas alle stelle, Cingolani: “Per metà anno sostituiremo metà di quello che importiamo dalla Russia”

L’Italia sostituirà circa la metà del gas che attualmente importa dalla Russia con altre fonti energetiche. Lo ha dichiarato ieri il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, in un’intervista al Tg1, in cui ha ricordato che attualmente “l’Europa importa il 45-46 percento di gas dalla Russia”. Un problema, quello energetico, diventato sempre più pressante nelle ultime ore, in cui i paesi occidentali hanno discusso di nuove sanzioni contro la Russia in risposta alla guerra in Ucraina, che nelle ultime settimane ha già spinto il prezzo del gas e di altre materie prime a livelli record.

L’Italia, che importa il 90 percento del proprio fabbisogno di gas, riceve solo dalla Russia li 40 percento del gas importato. “Oggi stiamo lavorando per ridurre questa dipendenza” ha sottolineato ieri Cingolani, affermando che “per metà anno, circa la metà del gas importato dalla Russia sarà sostituita da altre fonti”.

“Per ridurre la dipendenza”, ha sottolineato il ministro, “abbiamo bisogno innanzitutto di differenziare i paesi che esportano da noi; poi incrementare le altre sorgenti energetiche, rinnovabili, biogas e idrogeno e ovviamente risparmiare energia migliorando l’efficienza di tutti i nostri sistemi”.

“L’Italia è al lavoro per ridurre in tempi rapidi la dipendenza dal gas russo”, ha dichiarato ieri Mario Draghi, che ha detto di aver parlato durante il fine settimana con l’emiro del Qatar, dove si è recato anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Nelle ultime settimane il capo della Farnesina ha anche visitato l’Algeria, altro importante fornitore di gas per l’Italia.

Ieri il vice primo ministro russo, Alexander Novak, ha detto che Mosca avrebbe “ogni diritto” a fermare le forniture tramite il gasdotto Nord Stream 1, che collega la Russia alla Germania, dopo la decisione di Berlino di sospendere l’autorizzazione del nuovo gasdotto Nord Stream 2, già completato. “Finora non abbiamo preso una decisione del genere”, ha detto Novak alla televisione di stato russa. “Ma i politici europei con le loro dichiarazioni e accuse contro la Russia ci spingono verso questo”.

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