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Europee 2019 Paesi Bassi exit poll: le prime proiezioni alla chiusura dei seggi

Di Laura Melissari
Pubblicato il 24 Mag. 2019 alle 10:27 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:02
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Europee 2019 Paesi Bassi exit poll | I Paesi Bassi e il Regno Unito sono stati i primi paesi a votare alle elezioni Europe 2019. Le urne sono rimaste aperte dalle 7.30 alle 21 del 23 maggio 2019.

Secondo gli exit poll, in Olanda si impongono i laburisti del PvdA di Timmermans con il 18 per cento, con cinque seggi al parlamento europeo. “Gli elettori ci hanno premiato perché vogliamo un’Europa più vicina a chi ha bisogno di aiuto”, ha commentato Timmermans .

A crollare, sempre secondo gli exit poll, sono gli xenofobi. Grande calo anche per la destra di Baudet.

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In totale i cittadini che avevano diritto di voto erano 13,5 milioni.

Nella scorsa legislatura i democratici cristiani erano il gruppo più numeroso di Bruxelles, con cinque seggi. Nelle settimane prima delle elezioni, i gruppi nazionalisti hanno aumentato i loro consensi.

Alla chiusura delle urne sono iniziati a uscire gli exit poll, i sondaggi all’uscita dei seggi elettorali.

Europee 2019 Paesi Bassi exit poll | I numeri

In particolare, al primo posto ci sarebbero i socialdemocratici di PvdA, il partito di Timmermans, con il 18,4 per cento (qui un approfondimento sul partito laburista olandese).

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Al secondo posto i liberali del VVd, il partito del premier Rutte, con il 14,6 per cento e quattro seggi. Al terzo posto con il 12,5 per cento i cristiano-democratici. Al quarto troviamo gli euroscettici di Forum voor Democratie, con l’11,2 per cento. Al quinto i verdi con il 10,4 per cento.

Secondo un sondaggio diffuso da Ipsos, il PVV, il partito anti-immigrazione e anti-Europa di Geert Wilder, potrebbe non ottenere nessun seggio al parlamento europeo.

Secondo questo nuovo exit poll, che utilizza il risultato ufficiale di 732 seggi su 9000, i laburisti del PvdA di Frans Timmermans ottengono una chiara vittoria con 6 del totale di 26 poltrone dell’Eurocamera che spettano all’Olanda, una in più rispetto a quelle attribuite dalla tv olandese Nos.

Timmermans è il candidato di punta, lo spitzenkandidat dei socialisti europei, e aspira a prendere il posto di Jucker alla presidenza della Commissione europea.

Ciò che emerge da questi exit pool, che ovviamente dovranno essere confermati dai dati ufficiali, le forze europeiste non solo tengono botta, ma si impongono in maniera piuttosto netta, frenando la temuta avanzata degli euroscettici.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Alla vigilia delle consultazioni, si pensava a un duello all’ultimo voto tra Mark Rutte e la destra di Baudet. Si è invece imposta la sinistra europeista.

Una frenata, quella dei partiti anti-Europa e anti-immigrazione, che suona come un campanello di allarme per gli euroscettici in vista del voto di sabato e domenica negli altri paesi dell’Ue.

Come già attestavano i sondaggi nelle scorse settimane, infatti, l’avanzata degli euroscettici dovrebbe essere molto più contenuta di quanto si ipotizzava nei mesi scorsi.

È probabile che dalle consultazioni escano vincitori i popolari, seguiti dai socialisti, e che il prossimo presidente della Commissione europea venga ancora fuori da un accordo tra queste due forze, come avvenuto con Juncker.

Il risultato olandese, se i dati ufficiali confermeranno quanto sta emergendo dagli exit pool, sembrano confermare questa tendenza, che dai Paesi Bassi potrebbe replicarsi negli altri stati dell’Ue.

La destra euroscettica, ovviamente, spera che il voto olandese rappresenti un caso a parte.

Europee 2019 Paesi Bassi risultati | Per avere i risultati definitivi si dovrà attendere domenica 26 maggio, quando tutti e 28 i paesi avranno terminato le operazioni di voto.

I Paesi Bassi eleggono 26 dei 751 eurodeputati del parlamento Ue. (Qui la ripartizione dei seggi nei 28 stati membri).

Domani, 24 maggio, tocca all’Irlanda. A seguire tutti gli altri paesi. L’Italia vota invece domenica 26 maggio, come la maggior parte dei paesi. Qui il calendario completo.

Chi è Frans Timmermans, il candidato del Partito Socialista Europeo per il dopo Juncker

Nato a Maastricht il 6 maggio 1961, parla molto bene l’italiano ed è molto affezionato al nostro Paese.

Perché? Semplice, ci ha passato diversi anni della sua infanzia. Nel 1972, a undici anni, infatti, si trasferì a Roma presso l’ambasciata olandese dove il padre era archivista.

Dal primo novembre 2014 è vicepresidente della Commissione europea e Commissario europeo per la migliore legislazione, le relazioni interistituzionali, lo stato di diritto e la carta dei diritti fondamentali.

Juncker inoltre gli ha spesso assegnato compiti difficili e poco popolari, come negoziare il controverso accordo sui migranti con la Turchia.

Ora il grande salto? Riuscirà a conquistare la presidenza della Commissione Europea dopo le elezioni europee del 2019.

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