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Elezioni Sardegna, la “strana” lettura del voto dell’ex Iena Dino Giarrusso

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 25 Feb. 2019 alle 12:00 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:20
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Immagine di copertina

I risultati delle elezioni regionali in Sardegna hanno un risultato chiaro: la caduta del Movimento 5 stelle. L’ennesima, dopo il flop registrato in Abruzzo.

Il Movimento 5 stelle temeva una nuova battuta d’arresto e, stando ai primi exit poll, si ritroverà nelle prossime settimane a confrontarsi comunque con un calo dei consensi nelle urne.

Resta primo partito sull’isola ma si attesterebbe sotto il 20%, tra il 14 e il 18.

Martedì, quindi, Luigi Di Maio dovrebbe accelerare nella costruzione del nuovo progetto politico. Per trasformare il Movimento in una forza che può contare anche su uno stretto legame con il territorio, con la nomina di coordinatori regionali.

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Intanto, però, a tenere banco è la “strana” lettura data ai primi risultati sardi dall’ex Iena, Dino Giarrusso:

Secondo il giornalista “prestato” alla politica, infatti, in Sardegna si profila “l’ennesimo risultato paradossale: il M5S si avvia ad essere il primo partito, ma solo terzo nella corsa alla Presidenza”.

Il motivo? “La coalizione di centrodestra è formata da 11 liste, quella di centrosinistra da 8 liste”.

“Non so se è la legge che permette queste ammucchiate ad essere sbagliata”, analizza l’ex Iena, “o se è la scelta del Movimento di rispettare i propri elettori e non partecipare a questo gioco osceno ad essere perdente”.

“So solo”, continua, “che qualunque competizione elettorale svolta con queste modalità (11 e 8 liste contro una!) è semplicemente surreale, come lo sarebbe affrontare una partita di calcio giocando in 3 contro 11. Che senso ha? Quanto è rispettata, in questo modo, la democrazia?”.

A spiegare meglio di tutti all’esponente M5s il funzionamento del voto è un suo (non) fan, Amedeo M.: “Ma che discorsi sono. Chi ha votato una delle liste di centrodestra o centrosinistra, se ci fosse stata una lista sola, non avrebbe votato lo stesso per i 5 stelle. Chi voleva votare il movimento l’ha fatto e sono meno della metà degli elettori delle politiche. Se invece di fare autocritica ci si racchiude dietro la questione di una legge elettorale sbagliata (sbagliata poi perché?!) significa non saper analizzare la situazione. La verità è che il movimento al governo sta deludendo, e voi non ve ne state rendendo conto”.

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