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Elezioni regionali Sardegna 2019: cosa dicono gli exit poll

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 25 Feb. 2019 alle 12:00 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:20
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“Il Movimento 5 stelle è in caduta libera, è arrivato il momento di cambiare”. Forza Italia nelle prossime ore tornerà in pressing su Matteo Salvini. Lo stesso Silvio Berlusconi, riferiscono fonti parlamentari azzurre, chiederà all’alleato di prendere coscienza del risultato della Sardegna – secondo i primi exit poll la coalizione del centrodestra è in netto vantaggio – per imprimere una svolta anche a livello nazionale.

“Gli italiani” ha spiegato Antonio Tajani a ‘Che tempo che fa’ su Raiuno “vogliono cambiare. Non credo che le elezioni sarde”, ha spiegato il vicepresidente di FI, “possano determinare una caduta del governo ma è un altro segnale che va in una direzione chiara”.

Parole, quelle del centrodestra, che fanno capire meglio di qualsiasi dato il risultato che si va profilando in Sardegna.

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Dopo l’Abruzzo, quindi, ecco la Sardegna. Il Movimento 5 stelle temeva una nuova battuta d’arresto e, stando ai primi exit poll, si ritroverà nelle prossime settimane a confrontarsi comunque con un calo dei consensi nelle urne.

Resta primo partito sull’isola ma si attesterebbe sotto il 20%, tra il 14 e il 18.

Martedì Luigi Di Maio dovrebbe accelerare nella costruzione del nuovo progetto politico. Per trasformare il Movimento in una forza che può contare anche su uno stretto legame con il territorio, con la nomina di coordinatori regionali.

Ma nell’incontro con i parlamentari previsto per l’inizio della settimana andrà di nuovo in scena il dibattito interno tra chi ritiene che occorra cambiare la linea politica e non dotarsi semplicemente di una “struttura” sul modello dei partiti esistenti e chi, invece, pensa – Di Maio in primis – che il voto in Sardegna sia una elezione locale e che bisogna andare avanti con l’esperienza di governo.

Il risultato della Lega – sempre secondo i primi exit poll – si attesta tra il 12 e il 16%. Sarebbe il primo partito della coalizione di centrodestra.

“Sarebbe un grande successo”, dice un deputato del Carroccio. “Si va avanti per 5 anni”, ha ripetuto oggi il vicepremier leghista. “Buon risultato ma non destabilizzerà il governo”, dice il viceministro alle Infrastrutture, Rixi.

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Ma nella Lega si guarda proprio in caso dell’alleato. “Se aumentano i contrasti interni al Movimento sarà ancora più difficile andare avanti”, la riflessione di molti deputati e senatori.

I vertici M5s hanno fatto trapelare soddisfazione dopo i primi exit poll sul voto in Sardegna ma i dissidenti grillini sono pronti a chiedere – spiega un senatore – il conto delle ultime performances del Movimento alle amministrative.

Guardando invece al centrosinistra dai primi exit poll del voto in Sardegna emerge il risultato del sindaco di Cagliari Massimo Zedda che va molto oltre al risultato del Pd, sulla scia di quanto accaduto a Giovanni Legnini in Abruzzo (ottenne il 33% a fronte di un 11% per i dem).

La coalizione di Zedda è formata da un largo schieramento che comprende oltre i dem e Sardegna in comune (vicina a Pizzarotti), anche Campo progressista e Leu. Uno schieramento che ricalca il “modello Lazio” e che Nicola Zingaretti considera vincente.

Non è un caso che proprio oggi il governatore della regione abbia lanciato la candidatura di Giuliano Pisapia come capolista alle Europee.

“Dalla Sardegna arriva una svolta politica, un segnale importante”, la lettura che viene fornita. Zedda ricalca proprio il modello del futuro del centrosinistra: l’unità delle forze democratiche per sfidare l’onda gialloverde.

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Ad una settimana dall’esito delle primarie la performance di Zedda viene interpretata all’interno del partito del Nazareno come un segnale della ripartenza.

Significativo il commento di Roberto Giachetti (Pd) che dai microfoni di Radio Cusano Campus ha commentato così gli exit poll: “Mi pare abbastanza evidente dagli exit poll che c’è vita nel centrosinistra e, come accaduto in Abruzzo, c’è un candidato che fa la differenza”.

Nelle elezioni amministrative “è sempre stato così”, spiega il deputato Pd: “Il candidato forte fa la differenza. Zedda è persona credibile e affidabile, tutti riconoscono che abbia fatto bene il sindaco di Cagliari. Il Pd sui sindaci deve fare particolare affidamento sono coloro che stanno al fronte in questo momento”.