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Elezioni regionali Liguria 2020, gli exit poll: Toti in netto vantaggio

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 21 Set. 2020 alle 14:37 Aggiornato il 21 Set. 2020 alle 16:54
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Elezioni regionali Liguria 2020, gli exit poll: i dati alla chiusura delle urne

Il candidato di centrodestra Giovanni Toti è in testa rispetto al candidato Pd-M5S Ferruccio Sansa: è quanto emerge dalle prime indicazioni fornite dagli exit poll subito dopo la chiusura delle urne per le elezioni Regionali in Liguria.

Ieri e oggi, domenica 21 e lunedì 22 settembre 2020, i cittadini liguri sono stati chiamati a esprimersi non soltanto per il rinnovo del consiglio regionale e del ruolo di governatore, ma anche per il referendum sul taglio dei parlamentari e in 16 comuni per il primo turno delle elezioni amministrative. Alle 15 saranno chiusi i seggi e inizieranno le procedure di spoglio delle schede elettorali.

L’Election Day si proietta dunque adesso verso i risultati finali. Di seguito i dati forniti dagli exit poll di Quorum Youtrend per Skytg24, con la forchetta candidato per candidato:

Giovanni Toti (centrodestra) – 53-57%
Ferruccio Sansa (centrosinistra+M5S) – 33-37%
Aristide Massardo (Italia Viva, +Europa) – 2-4%
Alice Salvatore (Il Buonsenso) – 1-3%
Riccardo Benetti (Ora rispetto per tutti gli animali) – 1-3%
Giacomo Chiappori (Grande Liguria) – 0-2%
Carlo Carpi (Gruppo radicale) – 0-1%
Marika Cassimatis (Base Costituzionale) – 0-1%
Davide Visigalli (Riconquistare l’Italia) – 0-1%
Gaetano Russo (Il Popolo della Famiglia e Democrazia Cristiana) – 0-1%

Qui invece gli exit poll Rai:

Giovanni Toti (centrodestra): – 51-55%
Ferruccio Sansa (centrosinistra+M5S): – 38-42%

Elezioni regionali Liguria 2020, la legge elettorale

Le Regionali in Liguria si svolgono secondo una legge elettorale a turno unico: viene eletto governatore il candidato che riesce a ottenere anche un solo voto in più rispetto ai suoi avversari. Sono in tutto 30 (più il presidente) i seggi disponibili in consiglio regionale. L’80 per cento viene assegnato con un sistema proporzionale su liste provinciali, mentre il restante 20 per cento come premio di maggioranza se il candidato vincitore ha ottenuto meno di 18 seggi, oppure in modo proporzionale tra le liste non collegate al candidato vincitore se ha ottenuto più di 18 seggi.

Ciascun elettore può esprimere due preferenze, purché vadano a un uomo e una donna. Indicando due candidati dello stesso sesso, il voto va al primo. È prevista una soglia di sbarramento del 3 per cento per le liste provinciali. Una lista che ottiene meno del 3 per cento più accedere alla ripartizione dei seggi solo se collegata a una lista provinciale che ha ottenuto almeno il 5 per cento. Previsto anche il voto disgiunto: i cittadini possono barrare sulla loro scheda il nome di un candidato governatore e poi il simbolo di una lista che non lo appoggia.

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