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Elezioni Emilia-Romagna, Bonaccini apre la campagna elettorale: “La nostra è terra di ponti, non di muri”

Oltre diecimila persone in Piazza Maggiore, a Bologna, per sostenere il candidato del Pd e governatore uscente, che fa un appello al M5s: "Dialoghiamo ancora, non siamo uguali alla Lega". E tende la mano alle sardine: "Grazie a loro abbiamo ritrovato il coraggio"

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 7 Dic. 2019 alle 18:56 Aggiornato il 7 Dic. 2019 alle 20:24
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Immagine di copertina

Elezioni Emilia-Romagna 2020, Bonaccini a Bologna: “Ponti, non muri”

La corsa alle elezioni in Emilia-Romagna del 26 gennaio 2020 entra nel vivo, almeno per il Pd: nel pomeriggio di sabato 7 dicembre 2019, infatti, il candidato dem Stefano Bonaccini ha aperto la sua campagna elettorale in Piazza Maggiore, a Bologna. Con un appello al Movimento Cinque Stelle, chiedendo unità contro la Lega. E tendendo la mano al movimento delle sardine, con il leader Mattia Santori presente in piazza.

A rispondere con entusiasmo all’appello del governatore uscente della regione, con lo slogan “La forza delle persone”, è stata una folla composta da circa 10mila persone. “Se l’Italia somigliasse di più all’Emilia-Romagna – ha detto Bonaccini dal palco – sarebbe un Paese migliore. Qui nacque il fascismo e per questo qui è più forte la Resistenza”. E subito una stoccata alla candidata leghista alle prossime elezioni regionali, Lucia Borgonzoni, che ha detto di voler liberare la regione “da mezzo secolo di oppressione Pd”: “Noi siamo già liberi – è la risposta del governatore uscente – e non abbiamo bisogno di essere liberati”.

“La nostra – ha continuato Bonaccini – è terra di ponti sui fiumi, non di muri. Se alzi i muri uccidi l’Emilia-Romagna. Persino il trattino tra Emilia e Romagna non è un muro, ma un ponte a unirle. Sappiamo bene che il vento in Europa e in Italia va in un certo modo, d’altra parte negli ultimi due anni in nove regioni si è votato e in nove regioni ha stravinto la Lega. Noi qui cerchiamo di arrestare quel grande consenso che la Lega ha conquistato e proviamo a ribaltarlo. Per dire all’Italia che c’è anche un vento diverso, che può arrivare, e che se parte dall’Emilia-Romagna chissà che dopo non arrivi nel resto del Paese”.

In piazza, sono stati tanti gli applausi. In mezzo alla folla tante bandiere del Pd, qualcuna dell’Europa e alcuni striscioni dei Verdi. Tra la gente anche tanti sostenitori di Italia Viva, che in mattinata tramite Marco Di Maio ha dato il suo pieno appoggio al candidato dem: “Non abbiamo mai avuto un solo dubbio sul fatto che Stefano fosse il migliore candidato possibile per questa regione”, ha dichiarato il deputato.

“È una piazza bellissima”, ha detto Bonaccini alla gente presente in Piazza Maggiore. “Mi hanno detto – ha continuato – che è venuto anche Romano Prodi, gli mando un grande abbraccio. La piazza era un rischio ma ne valeva la pena”. “C’è molta gente e sono contento”, è stato il commento dell’ex premier. In piazza c’erano anche il sindaco di Bologna, Virginio Merola, e quello di Modena, Gian Carlo Muzzarelli.

Con un video-messaggio, invece, è arrivato l’appoggio al governatore uscente anche da parte del cantautore Francesco Guccini (“Voto Pd. Mi dicono che dovremmo farcela”) e del pallavolista Ivan Zaytsev (“Non voterò Bonaccini perché sono residente in un’altra regione, ma conto sul voto di tutti voi”) . Bonaccini ha mandato un saluto anche a Mattia Santori, uno dei leader del movimento delle sardine: “So che è da qualche parte in piazza. Lo saluto e lo ringrazio: grazie alle sardine abbiamo ritrovato il coraggio“.

L’appello di Bonaccini al M5s

Il Movimento Cinque Stelle non ha ancora sciolto i dubbi sul proprio candidato alle elezioni in Emilia-Romagna. E Bonaccini, che già nelle scorse settimane aveva sottolineato i “tanti punti in comune” tra Pd e M5s, sul palco di Piazza Maggiore a Bologna fa un nuovo appello ai pentastellati: “Ho tenuto aperta la porta del confronto. A loro adesso chiedo, visto che negli ultimi mesi abbiamo approvato insieme tutte le scelte più importanti, non era meglio confrontarsi sui programmi anziché un isolamento che rischia di rendervi irrilevanti? Noi resteremo aperti al confronto anche il giorno dopo perché non è vero che siamo tutti uguali. Sarà la stessa cosa se sarò presidente io o la Borgonzoni?”.

E per questo motivo, considerando comunque tramontata l’idea di un appoggio diretto del M5s alla sua candidatura, Bonaccini ha invocato il voto disgiunto: “Mancano 50 giorni al 26 gennaio. Se vuoi andare veloce vai solo, ma se vuoi andare lontano vai insieme ad altri. Datemi una mano. Noi non promettiamo il paradiso in terra, ma una terra di cui andare orgogliosi. Con una croce si vota una lista, però ci sono due progetti di Regione e due candidati presidenti, si può scegliere anche il voto disgiunto”.

Le proposte di Bonaccini

In apertura di campagna elettorale, a Bologna, per Stefano Bonaccini c’è stato tempo anche per parlare di alcuni aspetti del suo programma. Con particolare riferimento agli asili nido e alla sua proposta di abbattimento e azzeramento delle rette di accesso.

“Proponiamo il più grande investimento educativo fatto in questo Paese – ha dichiarato – e dobbiamo azzerare le liste d’attesa e consentire di accedere liberamente a questo primo portale tutta la cittadinanza a prescindere dal proprio reddito”.

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