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ESCLUSIVO TPI: Elezioni Emilia Romagna, il padre della candidata leghista Borgonzoni: “Non voterò mia figlia, manifesto contro lei, Salvini è l’uomo delle ruspe”

Intervista a Giambattista Borgonzoni, padre di Lucia, candidata del Carroccio alla presidenza della Regione

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 14 Nov. 2019 alle 20:02 Aggiornato il 19 Nov. 2019 alle 16:57
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Nella serata di oggi, giovedì 14 novembre, al PalaDozza di Bologna la Lega apre ufficialmente la campagna elettorale in vista delle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna. Il leader Matteo Salvini ha chiamato a raccolta gli elettori del Carroccio anche da altri territori (come abbiamo raccontato qui): sul palco insieme a lui ci sarà la candidata alla presidenza della Regione, la senatrice Lucia Borgonzoni.

Al raduno leghista si contrappone una contro-manifestazione di piazza, ribattezzata “il corteo delle sardine”. A sfilare contro Salvini c’è anche Giambattista Borgonzoni, padre della candidata leghista Lucia.

“A mia figlia non contesto nulla, anche perché mi sembra che la campagna elettorale in Emilia non la stia facendo mia figlia ma Salvini. Auguro a lei ogni successo possibile pur cavalcando un cavallo sbagliato”, dice il signor Borgonzoni a TPI. “Quello che contesto alla Lega e a Salvini è di venire in Emilia per affermarsi denunciando lo stato delle cose in Emilia, che è pari ai migliori lander tedeschi”.

Parlare delle idee della Lega, dice il padre di Lucia Borgonzoni, “è complesso”. “Parliamo del Dio Po? Parliamo delle idee della Lega contro i meridionali? Parliamo della Lega che cavalca le problematiche dei 150mila Roma, ignorando che 100mila sono di passaporto italiano? Parliamo degli emigranti morti nel Mediterraneo?”.

L’immigrazione, riflette, “è un enorme problema di cui l’Europa dovrebbe farsi carico, ma il nostro Salvini delle ruspette crede che il nostro paese possa affrontare un problema così grande da solo. Occorre più Europa”.

“Lucia è figlia di una coppia che si è separata quando lei aveva 6 anni, poi sono successe delle cose, ma di queste non ho voglia di parlare”, dice il signor Borgonzoni parlando del suo rapporto con la figlia. “Anzi, invito Lucia a non entrare a gamba tesa nelle cose che dal vero entrano nel verosimile sul privato: la invito a non raccontare più bugie su questi argomenti”.

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