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Ddl Zan contro l’omofobia, slitta ancora la discussione della legge in Senato. Ostellari (Lega): “C’è un problema tecnico da risolvere”

La legge contro l'omotransfobia subisce l'ennesimo rinvio. Il presidente della commissione Giustizia Ostellari ha ottenuto l'accorpamento di 4 ddl sullo stesso tema e il rinvio all'esame della presidente del Senato, Casellati. Il provvedimento ha trovato, però, un forte sostegno anche fuori dal Parlamento (artisti e petizione), per questo motivo sarà molto difficile bloccarne la discussione ancora a lungo

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 8 Apr. 2021 alle 09:16
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Immagine di copertina
Credits: EPA/FRANCISCO GUASCO

Omotransfobia, slitta di nuovo la calendarizzazione del ddl Zan

La legge contro l’omotransfobia subisce l’ennesimo rinvio. La possibile introduzione del provvedimento che punisce chi commette atti di discriminazione fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità sta facendo molto discutere. Dopo l’approvazione alla Camera avvenuta nel novembre 2020, il “ddl Zan” dal cognome del relatore Alessandro Zan, deputato del Pd, è tornato al centro del dibattito politico. Il disegno di legge sostenuto da Pd-M5s-Leu-Iv, infatti, si è bloccato in Senato dopo che la Lega, e le altre forze del centrodestra Forza Italia e Fratelli d’Italia, hanno definito il provvedimento non prioritario, impedendo così l’avvio della discussione in commissione Giustizia.

Perché la legge contro l’omofobia è stata di nuovo rinviata: chi si oppone al ddl Zan e cosa è successo

Ieri il ddl è Zan ha subìto un nuovo slittamento. Dopo i numerosi rinvii causati dall’ostruzionismo dei partiti di centrodestra, mercoledì 7 aprile la commissione Giustizia in Senato ha deciso un nuovo slittamento della calendarizzazione della legge contro l’omotransfobia. A bloccare il testo è il presidente della commissione, Andrea Ostellari della Lega, con la motivazione che “la legge non è una priorità”. Il leghista sta quindi rimandando ancora la calendarizzazione del disegno di legge. Come? Ostellari ha deciso di accorpare gli altri 4 ddl sull’omotransfobia presentati a Palazzo Madama e di inviare tutto alla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati (Fi), per il passaggio del ddl in sede referente. Questo significa rinviare di nuovo la discussione. Una decisione che la commissione Giustizia ha approvato all’unanimità. La Casellati ora dovrà convocare l’ufficio di presidenza e decidere i tempi.

ddl zan omofobia andrea ostellari
Il presidente della commissione Giustizia, Andrea Ostellari (Lega), e il leader del Carroccio Matteo Salvini. Credit: Facebook

Rinvio del Ddl Zan, cosa dicono i leghisti Andrea Ostellari, Simone Pillon e Matteo Salvini 

“Non abbiamo preso alcuna decisione sulla calenderizzazione – ha dichiarato Andrea Ostellari – In modo congiunto, su mia richiesta, l’ufficio di presidenza ha chiesto l’accorpamento di altri 4 ddl che riguardano sempre il ddl Zan. È una questione di metodo, c’era un problema di tipo tecnico e ora l’ufficio di presidenza ne ha preso atto”. Il senatore della Lega, Simone Pillon, ribadisce che il ddl Zan, per lui, è “un testo ideologico e come tale va considerato”.  Il leader della Lega Matteo Salvini dichiara: “Rifiuto la strumentalizzazione semplicistica in base alla quale chi sostiene la legge Zan è un evoluto progressista, mentre chi vi si oppone è un retrogrado medievale. C’è il rischio – aggiunge . che si arrivi a voler bollare come sbagliate per legge posizioni condivise da milioni di italiani e ciò è profondamente illiberale”. Salvini dice che la legge che punisce la violenza omofoba “esiste già”, ma “la durezza con cui devono essere puniti questi atti non può e non deve essere messa in conflitto con la libertà di pensiero e di agenda politica su temi etici fondamentali“.

Rinvio, la risposta di Alessandro Zan: “Ostellari ha esaurito tutti gli alibi”

Il deputato Pd e relatore del provvedimento alla Camera, Alessandro Zan, ha risposto a Ostellari: “Apprendo che il presidente Ostellari ha richiesto l’accorpamento della legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo approvata alla Camera con altri quattro testi già depositati in Senato, passaggio a cui si poteva procedere ben prima. Mi auguro che dietro questa richiesta non ci sia l’ennesimo tentativo dilatorio verso un testo che, come è noto, gode del sostegno della maggioranza in Commissione ed è già approvato alla Camera. Rimandando la decisione alla presidente Casellati sull’accorpamento, Ostellari ha esaurito tutti gli alibi. Se si tratta esclusivamente di risolvere un problema tecnico, la prossima settimana si dovrà dare il via libera ai lavori, come richiesto da Pd, M5S, Leu e Iv. Ora davvero per Ostellari non ci sono più scuse. Il tempo è scaduto“.

La “limitazione della libertà di pensiero” e la “clausola salva idee”

Chi si oppone al Ddl Zan spesso sostiene che con questa legge si vogliono “punire le idee”. Non è così. Con il passaggio alla Camera del provvedimento, è stata introdotta la cosiddetta “clausola salva idee” per rispondere a questa tesi. All’articolo 4 del ddl Zan si legge: “Sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti”. Verrà quindi punito solo chi commette atti discriminatori o di violenza e chi istiga a commettere tali atti, non chi chi le proprie opinioni.

Ddl Zan, l’opinione del M5s sulla legge contro l’omofobia

“Il disegno di legge contro l’omotransfobia è una misura necessaria e urgente per contrastare una violenza fisica e psicologica quanto mai attuale e crescente” dicono i componenti del M5S della Commissione Giustizia Senato. “Il Movimento 5 Stelle è sempre in prima linea contro ogni forma di violenza e intolleranza e per questo esprimiamo al presidente Ostellari la nostra solidarietà per gli attacchi subiti. Ma proprio perché ci troviamo di fronte ad un fenomeno drammatico e estremamente diffuso, la melina sull’iter della legge deve finire subito”.

“La questione regolamentare sollevata oggi -aggiungono- poteva essere risolta già a partire da gennaio, quando chiedemmo per la prima volta di iniziare a esaminare il ddl, e nelle scorse settimane altre mosse sono apparse finalizzate solo a guadagnare tempo. Rispondere alle richieste che arrivano dai cittadini è il dovere del Parlamento e non possiamo restare a guardare mentre in Italia tante persone hanno paura di muoversi liberamente per non incorrere in aggressioni, offese e mortificazioni frutto di un odio specifico: quello per l’orientamento sessuale che rende quelle persone un obiettivo specifico e non vittime casuali di violenza occasionale”.

Legge contro l’omotransfobia: la mobilitazione di artisti e opinione pubblica

Nelle ultime settimane, grazie al forte sostegno di alcuni artisti, ha iniziato a mobilitarsi anche l’opinione pubblica a sostegno dell’approvazione del ddl Zan. La prima che ha preso la parola sulla vicenda è stata la cantante Elodie che si è scagliata contro la Lega: “Questa gente non dovrebbe essere in Parlamento. Questa gente è omotransfobica. Siete indegni”. Dopo di lei è intervenuto Fedez, il quale ha persino ospitato in una diretta Instagram l’onorevole Zan per sensibilizzare il dibattito ai suoi milioni di follower coinvolgendo anche il pubblico della moglie Chiara Ferragni. A seguire LevanteMahmood, Michele Bravi, la Rappresentante di lista. Ma non è tutto, Francesco Lepore, giornalista e capo redattore del sito Gay News Italia, ha lanciato anche la petizione su Change.org che ha già superato le 290mila firme. Con una mobilitazione pubblica di questa portata sarà molto difficile osteggiare ancora il ddl Zan.

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