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Coronavirus, nuova ordinanza del Governo: “Consentito fare sport da soli vicino casa”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 20 Mar. 2020 alle 20:40 Aggiornato il 20 Mar. 2020 alle 23:12
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Coronavirus, nuova ordinanza del governo sullo sport

Sport consentito “solo da soli e vicino casa” e divieto di entrare in parchi e aree verdi in qualsiasi altra circostanza: sono queste le nuove misure restrittive che il governo sta discutendo in queste ore dopo il pressing di sindaci e regioni per una stretta più rigorosa sulle norme per contenere il Coronavirus, e che sarebbe già pronto ad annunciare. Troppe persone affollano le aree verdi di ogni città negli ultimi giorni, e anche chi non si era mai dilettato prima con il jogging, ha iniziato ad affollare i parchi.

Lo rivelano i rapporti pubblicati quotidianamente dal Viminale: da quando l’ultimo decreto sul contenimento dell’epidemia è stato varato, l’11 marzo scorso, sono state fino ad oggi oltre 60mila le denunce per “non ottemperanza alle norme” da parte delle forze di polizia, mentre sempre più persone escono a fare sport e favoriscono gli assembramenti, e così il possibile contagio. Secondo alcune indiscrezioni, le nuove norme che l’esecutivo sta discutendo preciserebbero quanto contenuto nel Dpcm dell’11 marzo scorso.

Dunque, dovrebbero essere inserite non in un nuovo decreto del presidente, ma in un provvedimento correttivo più snello. Tra queste, non solo le limitazioni alla libertà di correre e fare sport, consentito “solo da soli e vicino casa”, ma anche la chiusura di altri esercizi commerciali e divieti di uscire nei giorni festivi, che presumibilmente il governo ha inserito nell’ordinanza per regolare gli spostamenti durante i giorni di Pasqua qualora le regole dovessero valere addirittura fino al 12 aprile prossimo.

L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici sarà vietato e non sarà consentito “svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto”. Resta consentito “svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque “nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona”. Tra le nuove misure anche la chiusura di bar e dei punti di ristoro nelle aree di servizio, dopo le segnalazioni di diversi sindaci che hanno notato assembramenti in alcuni esercizi.

“Sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.

I divieti riguardano anche gli spostamenti verso “abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza, nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni”. Le disposizioni dovrebbero entrare in vigore a partire da domani, 21 marzo 2020, e essere valide fino al 25 marzo prossimo in tutto il territorio nazionale “compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione”.

Intanto il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia nel coordinamento con Regioni, Anci e Upi ha chiesto oggi di “non fare ordinanze singole perché non incidono se non sono omogeneizzate con le indicazioni dello Stato” e di “aspettare il governo, che dal primo momento sta lavorando per omogeneizzare sempre più le misure”. L’invito a regioni, sindaci e governatori è quello a non “correre da soli” ed attendere le nuove disposizioni prima di varare nuove strette. Per evitare che questo generi nuova confusione nei cittadini in quarantena.

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