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Conte annuncia le dimissioni: “Vado al Quirinale, il governo è finito”

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Giuseppe Conte è stato nominato premier ne giugno 2018. Credit: Afp

Il racconto delle ore decisive per le sorti dell'esecutivo e della legislatura dopo settimane di scontro M5S-Lega

Conte e le dimissioni, premier al Senato per la crisi di governo

Oggi, martedì 20 agosto 2019, Giuseppe Conte ha annunciato le dimissioni da presidente del Consiglio, dopo la crisi di governo innescata dal vicepremier della Lega Matteo Salvini. Alle ore 15 Conte è intervenuto in Senato per fare le sue comunicazioni all’Aula. Durante il discorso ha annunciato il suo passo indietro.

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(articolo in aggiornamento)

“Mi recherò dal presidente della Repubblica e rassegnerò le dimissioni da presidente del consiglio. Mattarella guiderà il pese in questo delicato passaggio istituzionale”, sono state le parole di Conte (qui tutte le notizie in tempo reale sulla crisi di governo) nel corso di un intervento in cui il premier ha attaccato a tutto campo la Lega e Matteo Salvini.

Come affermato dallo stesso premier dimissionario durante il suo discorso, l’esperienza dell’esecutivo gialloverde è giunta al capolinea. Con le dimissioni di Conte, ora la crisi di governo si apre anche dal punto di vista formale (qui tutte le date sulla crisi di governo e gli scenari).

“Signora presidente e gentili senatori, la crisi in atto compromette l’esperienza di governo che qui si arresta”, ha detto il premier dimissionario in Aula al Senato rivolgendosi alla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Il sostegno di Di Maio e del Movimento 5 Stelle

In mattinata il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook una lettera rivolta a Conte definendo il premier “una perla rara”, “un servitore della Nazione che l’Italia non può perdere”.

“Caro Giuseppe, oggi è un giorno molto importante. Il giorno in cui la Lega dovrà rispondere delle proprie colpe per aver deciso di far crollare tutto, aprendo una crisi di governo in pieno agosto, in spiaggia, solo per rincorrere i sondaggi”, è il messaggio contenuto nel post. “Oggi, al Senato, i ministri M5S saranno al tuo fianco. Ci presenteremo in aula a testa alta”, assicura Di Maio a Conte. “È stato un onore lavorare insieme in questo Governo”. “In 14 mesi hai salvato l’Italia da due procedure di infrazione, hai rappresentato l’Italia ai tavoli europei ottenendo i margini di bilancio per dare ai cittadini Quota 100 e il Reddito di Cittadinanza. Hai saputo farti amare dagli Italiani soprattutto nelle aree più disagiate del Paese”. “Sei una perla rara, un servitore della Nazione che l’Italia non può perdere”, ha concluso Di Maio.

La rottura tra M5S e Salvini era stata confermata ancora una volta anche da un messaggio del Movimento 5 Stelle poco prima dell’inizio dell’intervento di Conte al Senato. In un post del Blog delle Stelle era stato scritto: “Il Ministro Salvini, fra un comizio e un mojito, è alla ricerca di un ‘centro di gravità permanente’ che, suggeriva Battiato, non gli faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente. ‘Suo malgrado’ qui c’è una forza come il M5S che ha invece deciso di agire in maniera decisa e credibile. Non c’è tempo da perdere con chi si dimostra inaffidabile, dobbiamo pensare agli interessi degli italiani”.

l blog delle Stelle nel post ha ripercorso le ultime mosse del leader leghista con il titolo: “le capriole di Salvini”.

Le incognite su Conte e le dimissioni

La giornata clou della crisi di governo e delle possibili dimissioni di Conte è ricca di incognite. La prima riguardava la mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio annunciata dalla Lega subito dopo lo strappo di Salvini con il M5S: un provvedimento poi mai stato confermato dal Carroccio. In mattinata il leader leghista ha dichiarato che prima vuole ascoltare le comunicazioni che Conte farà in Senato.

Già nei giorni scorsi erano circolate voci di un intervento durissimo di Conte nei confronti di Salvini. L’intervento era stato anticipato anche dai botta e risposta tra premier e vice degli ultimi giorni sulla questione migranti.

Dopo aver annunciato le dimissioni in Aula il premier salirà al Quirinale subito dopo il suo intervento, per rassegnare le dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

La road map della crisi di governo

Le dimissioni di Conte aprono formalmente una crisi di governo che nella sostanza è già iniziata da due settimane. Resta da vedere se il presidente del Consiglio dopo le dimissioni rifiuterà di occuparsi anche degli affari correnti o meno.

La road map è iniziata inizia con le comunicazioni di Conte in Aula al Senato di oggi, martedì 20 agosto. Dopo l’annuncio delle dimissioni durante il suo discorso, il premier si recherà subito dopo al Quirinale per rimettere il proprio incarico al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

In caso di dimissioni del presidente del Consiglio, il capo dello Stato ha il compito di gestire i tempi e le modalità della crisi di governo. Mattarella potrebbe rimandare Conte alle Camere per chiedere la fiducia, o dire sì alle dimissioni del premier e far partire le consultazioni con le forze politiche presenti in Parlamento per la formazione di un nuovo esecutivo.

Mercoledì 21 agosto e giovedì 22 agosto sono i giorni in cui potrebbero iniziare le consultazioni al Quirinale. Ma il 22 agosto è anche il giorno in cui la Camera dovrebbe riunirsi per il taglio del numero dei parlamentari. In caso di dimissioni di Conte, il lavoro di Montecitorio si interromperà: non si procederà dunque con il voto sulla riforma. Solo se il premier sarà ancora in carica si potrà lavorare.

Venerdì 23 agosto il presidente della Repubblica potrebbe già affidare un incarico di governo per la formazione di un nuovo esecutivo.

Lunedì 26 agosto il premier deve indicare il nome italiano per l’incarico di Commissario Ue.

Entro martedì 15 ottobre il governo deve trasmettere all’Ue il documento programmatico di bilancio, che illustra i provvedimenti della manovra finanziaria proposta.

Gli scenari della crisi di governo

L’ipotesi più probabile per la formazione di un nuovo governo dopo le dimissioni di Conte viene considerata quella di un esecutivo di larghe intese sostenuto da Pd e M5S e forse altri gruppi parlamentari minori come Leu e +Europa. Si tratterebbe di un’iniziativa di legislatura, che non avrebbe il semplice scopo di evitare il voto in autunno chiesto da Lega e Salvini per poi tornare alle urne in primavera.

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