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Casapound a Genova, scontri tra antifascisti e polizia: 3 feriti

Di Enrico Mingori
Pubblicato il 23 Mag. 2019 alle 18:19 Aggiornato il 23 Mag. 2019 alle 19:43

Casapound Genova comizio | Città blindata

Casapound Genova comizio – Giovedì 23 maggio alle 18 è stato organizzato un comizio di Casapound a Genova, in piazza Marsala. L’iniziativa ha spinto il fronte antifascista cittadino a organizzare due presidi di contestazione nelle vicine piazza Lanfranco e piazza Corvetto. La tensione nel capoluogo ligure è alta.

In città ci sono 300 poliziotti schierati e nella zona che circonda la manifestazione di Casapound sono stati allestiti gli “alari”, le barriere metalliche che vengono installate per evitare che due gruppi opposti vengano a contatto.

Ai sit-in antifascisti hanno aderito diverse associazioni e sindacati, tra cui Cgil, Anpi, Arci, Comunità di San Benedetto, Libera e Genova antifascista.

Casapound Genova comizio | Gli antifascisti tentano di forzare il blocco

Intorno alle 17.30, poco prima dell’orario di inizio di Casapound, un gruppo di antifascisti ha tentato di forzare il blocco della polizia per entrare in piazza Marsala [qui la notizia completa].

La polizia, dietro alle grate, ha risposto ai petardi lanciati dagli antifascisti con il lancio di alcuni lacrimogeni e ha effettuato una carica di alleggerimento tentando di allontanare i manifestanti dalle grate.

Il bilancio degli scontri è di tre feriti e due persone fermate dalla polizia.

Ai presidi di contestazione è presente circa un migliaio di persone. La polizia conta circa 300 agenti impiegati tra Digos e Squadra Mobile, oltre al battaglione mobile dei carabinieri. In piazza Marsala ci sono per ora poche decine di militanti di Casapound.

Casapound Genova comizio | Giornalista denuncia di essere stato picchiato dalla polizia

Un cronista del quotidiano Repubblica, Stefano Origone, ha denunciato di essere stato picchiato da agenti della polizia in tenuta antisommossa, durante gli scontri tra le forze dell’ordine e gli antifascisti. Il giornalista avrebbe riportato delle fratture [qui la notizia completa].

Casapound Genova | Il comizio

Il comizio di Casapound è una iniziativa elettorale in vista delle europee di domenica 26 maggio. L’evento è incentrato sulla campagna del movimento di estrema destra contro l’euro. Sul palco Marco Mori, candidato di Casapound alle europee, e Gianni Plinio, esponente di Casapound Genova. La manifestazione, iniziata poco dopo le 18, si è conclusa dopo circa un’ora.

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Casapound Genova | La contestazione

Nel mattino presto di giovedì nei pressi di piazza Marsala, luogo del comizio di Casapound, è stato collocato un sacchetto di letame con sopra un cartello: “Il fascismo non è un’opinione: è m…da”.  La notte precedente al comizio, inoltre, sono comparse scritte sull’asfalto davanti alla fontana della piazza.

Comizio Casapound a Genova: sale la tensione in piazza Marsala

Striscioni contro Casapound: le “balconiadi” – Come iniziativa di contestazione al comizio di Casapound il coordinamento Liguria Rainbow ha organizzato le “balconiadi”, ossia ha invitato la cittadinanza genovese a esporre dalle proprie finestre e balconi striscioni contro la presenza in città del movimento di estrema destra, sul modello di quanto avvento a Milano per la grande manifestazione della Lega.

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Liguria Rainbow ha descritto l’iniziativa come una “risposta arguta al clima di violenza e censura che si sta diffondendo nel paese”.

“Casapound, alleati e amici del ministro Salvini, sono parte di quello schieramento che a Verona si è riunito a congresso per parlare di famiglia tradizionale, avendo nel mirino le famiglie arcobaleno, i matrimoni same-sex, le donne che non fanno figli o che ricorrono alla interruzione volontaria di gravidanza”, si legge in una nota del coordinamento.

“Sono alleati delle forze che negli Usa stanno mettendo in discussione l’aborto terapeutico e l’aborto a seguito di stupro, e che chiedono la galera per le donne e i medici abortisti. Sono le forze che alimentano rancore e violenza xenofoba e omofoba, che hanno ‘sdoganato’ i discorsi d’odio, e l’irrisione della politica del rispetto, della accoglienza e della solidarietà”.

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Fratoianni – “Trovo vergognoso che risorse di questo Paese, come le forze dell’ordine, siano impegnate e spese per consentire ai fascisti di tenere comizi in piazza”, commenta il coordinatore nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. “In particolare in una città come Genova, un comizio del genere mi pare ancora più grave, per la storia antifascista della città. Credo che queste organizzazioni andrebbero semplicemente sciolte in osservanza della Costituzione repubblicana. Chi oggi rivendica il fascismo e considera l’antifascismo il male del Paese, non dovrebbe potersi presentare alle elezioni, né tanto meno occupare le piazze”.