Calabria, Santelli sfida Conte e riapre bar e ristoranti: ma forse ci ripensa

Di Selvaggia Lucarelli
Pubblicato il 29 Apr. 2020 alle 23:21 Aggiornato il 30 Apr. 2020 alle 00:11
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La presidente della Regione Calabria, Jole Santelli (Credits: Ansa)

La Calabria si oppone a Conte e riapre bar e ristoranti: ma forse ci ripensa

La Calabria è nel caos. La presidente Jole Santelli, a sorpresa, stasera ha firmato un’ordinanza per anticipare rispetto al resto del Paese la Fase 2. Convinta, forse, di raccogliere consensi guidando la ribellione del Sud oppresso da decreti troppo punitivi, ha così motivato la decisione: “Poiché in queste settimane i calabresi hanno dimostrato senso civico e rispetto delle regole, è giusto che oggi la Regione ponga in loro fiducia. Sapranno dimostrare buon senso nel gestire i nuovi spazi di apertura che la Regione ha deciso di consentire, anche oltre il dettato del Governo”.

Nello specifico, l’ordinanza consente tra le altre cose la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti con servizio tavoli all’aperto, spostamento tra comuni per lo svolgimento di sport individuali, l’attività di commercio al dettagli, l’apertura di mercati e così via. Appena annunciata l’ordinanza, il sito della Regione Calabria è andato in tilt e al momento non è possibile consultarlo. Non solo. Secondo fonti ancora non ufficiali, la Santelli avrebbe già ritirato l’ordinanza, forse sollecitata dal governo centrale e anche in considerazione del fatto che rispetto alle misure introdotte dal Dpcm le regioni non hanno una così ampia libertà d’azione.

La decisione è parsa decisamente temeraria, tanto più che nonostante la Santelli scriva che “la situazione epidemiologica regionale dimostra che le misure adottate si sono rivelate efficaci”, proprio in Calabria esiste ancora la zona rossa di san Lucido (insieme ad altre tre zone rosse in tutta la regione). Inoltre, proprio oggi, nella stessa regione si segnalano due fatti di cronaca poco rassicuranti: il primo è la notizia che Massimo Poggi, amministratore della Rsa Villa Torano, e Luigi Pansini, direttore sanitario della stessa, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Cosenza nell’ambito dell’inchiesta sulla vicenda di Villa Torano. Vicenda che tra morti sospette, contagi portati fuori dalla Rsa nei paesi limitrofi e tamponi ottenuti scavalcando la Asl di Cosenza, è tutt’altro che chiara.

La seconda notizia è che il paziente 1 della zona rossa di San Lucido, da poco tornato a casa e dichiarato negativo al tampone nonché clinicamente guarito, è risultato nuovamente positivo. Una situazione non proprio sotto controllo, specie per l’inaffidabilità dei tamponi che in Calabria risulta essere una costante incomprensibile.

Insomma, che la Santelli sia tornata sui suoi passi o no, in Calabria una decisione così netta appare prematura e decisamente imprudente. Nel frattempo, il sindaco di Castrovillari Mimmo Lo Polito ha annunciato su Facebook: “Non me ne vogliano gli operatori commerciali, ma qui restano in vigore le regole del governo centrale”. Come lui, tanti altri primi cittadini calabresi si stanno opponendo al provvedimento.

Il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, ha affermato che impugnerà le ordinanze in contrasto con l’ultimo decreto. Mentre il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, ha manifestato entusiasmo per l’iniziativa di Santelli: “Ha fatto bene Jole – ha scritto su Facebook – a riaprire subito bar e ristoranti all’aperto, anche perché in Calabria non cambierebbe niente con un mese di chiusura in più. Si aggraverebbe solo di molto la situazione economica. Il Comune di Cosenza darà a tutti gli esercenti, in proporzione alle superfici esistenti, la possibilità di utilizzare gratuitamente ulteriore spazio pubblico per i prossimi mesi. Raccomando a tutti di continuare a rispettare le misure di distanziamento sociale ed evitare gli assembramenti”.

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