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Verifica di governo, Bellanova spaventa Conte: “Mie dimissioni se non arrivano risposte”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 17 Dic. 2020 alle 16:47 Aggiornato il 17 Dic. 2020 alle 16:59
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Verifica governo, Bellanova: “Mie dimissioni se non arrivano risposte”

“Per le mie dimissioni non si dovrà attendere tanto se non arrivano le risposte che noi attendiamo”: così, nel corso di un collegamento con il programma di La7 Tagadà, la ministra Bellanova infiamma le ore che precedono l’atteso incontro tra la delegazione di Italia Viva e il premier Conte per la verifica di governo.

“L’emergenza sanitaria non può essere utilizzata per tenere in vita un governo” ha anche dichiarato anche la ministra per le Politiche agricole, che alle 19 sarà a Palazzo Chigi, in qualità di capodelegazione di Italia Viva, insieme a Matteo Renzi e ai capigruppo Maria Elena Boschi e Davide Faraone per un faccia a faccia con il premier, decisivo per le sorti dell’esecutivo.

E a chi le chiede se quello di Renzi sia un bluff, la Bellanova risponde: “Chi lo pensa, pensa male”. L’atteso faccia a faccia tra Conte e Renzi è stato anticipato da una lettera che quest’ultimo ha pubblicato sul suo profilo Facebook.

Nella missiva Renzi fa presente al primo ministro le richieste del suo partito sull’utilizzo del Recovery Fund, sulla ripresa economica, condizioni per non staccare la spina.

Nella lettera Renzi ribadisce di non chiedere poltrone “Teresa, Elena, Ivan sono pronti a dimettersi domani, se serve. Noi infatti non concepiamo la politica come occupazione di posti” e afferma: “Non tiriamo a campare, vogliamo cambiare. Non ci basta uno strapuntino, vogliamo la politica”.

Sui come utilizzare i soldi del Recovery Fund, Renzi ribadisce che “non si organizzano task force cui dare poteri sostitutivi rispetto al Governo” e che “non si scambia una sessione del Parlamento con una diretta Facebook. Non si chiede al Consiglio dei Ministri di approvare un documento condiviso all’ultimo momento”.

Nella lettera, Renzi inoltre chiede che vengano utilizzati i fondi del Mes, “Questo rifiuto ideologico del MES mi appare ogni giorno più incomprensibile”, mentre sulla questione dell’Intelligence l’ex premier afferma: “L’insistenza con cui non ti apri a un confronto di maggioranza sul ruolo dell’Autorità Delegata è inspiegabile. L’intelligence appartiene a tutti, non è la struttura privata di qualcuno: per questo Ti chiediamo di indicare un nome autorevole per gestire questo settore”.

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