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Lettera di Renzi a Conte: “Non puoi decidere da solo su tutto. Miei ministri pronti a dimettersi”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 17 Dic. 2020 alle 10:02 Aggiornato il 17 Dic. 2020 alle 10:54
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Immagine di copertina

La lettera di Renzi a Conte

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha pubblicato sulla sua pagina Facebook la lunga lettera inviata a Conte in vista del vertice che dovrebbe tenersi oggi tra il premier e una delegazione di Italia Viva per la verifica di governo. Nella missiva Renzi fa presente al primo ministro le richieste del suo partito sull’utilizzo del Recovery Fund, sulla ripresa economica, condizioni per non staccare la spinta. Dopo giorni di indiscrezioni e minacce di far cadere il governo, anche questa volta Renzi ribadisce che i suoi ministri sarebbero pronti a dimettersi domani “se serve”.

“Teresa, Elena, Ivan – che hanno lavorato bene su agricoltura, famiglie e politiche di genere, export – sono pronti a dimettersi domani, se serve. Noi infatti non concepiamo la politica come occupazione di posti. Non tiriamo a campare, vogliamo cambiare. Non ci basta uno strapuntino, vogliamo la politica”, scrive l’ex premier riferendosi alle ministre Bellanova e Bonetti e al sottosegretario al ministero degli Esteri con delega al commercio Ivan Scalfarotto.

Intanto snocciola i suoi paletti, quei contenuti e punti imprescindibili che dovrebbero secondo i suoi guidare l’azione di governo nei prossimi mesi cruciali, in cui l’Italia metterà a punto e consegnerà a Bruxelles il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), la cui bozza è al vaglio del consiglio dei ministri, e si preparerà a ricevere i 209 miliardi di euro del fondo europeo varato a luglio.

Che però, ricorda l’ex premier, “non è un fondo di 209 miliardi, perché i trasferimenti a fondo perduto sono circa 82 miliardi. Il resto sono prestiti, e quindi equivalgono a risorse a debito”. E secondo Renzi per deciderne la destinazione e l’utilizzo “non si organizzano task force cui dare poteri sostitutivi rispetto al Governo”. E ancora “non si scambia una sessione del Parlamento con una diretta Facebook. Non si chiede al Consiglio dei Ministri di approvare un documento condiviso all’ultimo momento”.

L’utilizzo del Mes per la Sanità

“Che senso ha spendere 88 dei 127 miliardi dei prestiti europei solo per finanziare progetti che già esistevano? Abbiamo una visione o abbiamo solo svuotato i cassetti dei ministeri con le vecchie proposte? Pensiamo di non avere idee buone da coltivare oggi? Che fine hanno fatto i documenti di Colao che avevi coinvolto con grande eco mediatica?”, domanda l’ex premier. E attacca Conte sulla Sanità, a cui secondo verrebbero destinati solo 9 dei 209 miliardi del Recovery Fund, mentre il Mes ne metterebbe a disposizione 36.

“In tre anni il mio Governo ha messo sette miliardi in più, senza pandemia: ancora oggi i Cinque Stelle definiscono ‘tagli’ questo maggior investimento di sette miliardi in tre anni. Dopo una pandemia e con risorse eccezionali mettiamo solo nove miliardi in cinque anni? E come possiamo dire NO al Mes che ha meno condizionalità del Recovery Fund? Qual è la ragione del nostro rifiuto? I nostri parlamentari hanno proposto una precisa allocazione dei 36 miliardi del MES. Come si può dire no agli investimenti sulla sanità, caro Presidente? Se siamo in emergenza e abbiamo il maggior numero di morti in Europa forse dobbiamo investire di più in Sanità, non credi? Questo rifiuto ideologico del MES mi appare ogni giorno più incomprensibile”, scrive.

Renzi scrive a Conte: “No a pieni poteri sull’Intelligence”

Un altro punto importante della lettera riguarda l’Intelligence. “L’insistenza con cui non ti apri a un confronto di maggioranza sul ruolo dell’Autorità Delegata è inspiegabile. L’intelligence appartiene a tutti, non è la struttura privata di qualcuno: per questo Ti chiediamo di indicare un nome autorevole per gestire questo settore. Io mi sono avvalso della collaborazione istituzionale di Minniti, Monti ha lavorato con De Gennaro, Berlusconi con Letta: tu non puoi lavorare con te stesso anche in questo settore”, ha aggiunto Renzi al termine della lettera, che conclude rimandando all’incontro previsto per oggi.

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