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Vale complessivamente 196 miliardi di euro il Recovery Plan del Governo italiano

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 8 Dic. 2020 alle 12:06 Aggiornato il 8 Dic. 2020 alle 13:28
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Immagine di copertina

Il nuovo scontro all’interno del governo è sul Recovery Plan. Salta infatti il consiglio dei ministri previsto per oggi alle 16. Il preconsiglio, cominciato ieri alle venti e durato fino alle due di notte, non ha fatto registrare passi avanti sull’intesa tra le forze di governo.

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi –  che ha posto il veto sulla task force pensata dal premier – conferma la tensioni interne all’esecutivo: “La struttura di Conte pensa a moltiplicare le poltrone – dice Renzi al Tg2 – ma non va a dare una mano ai disoccupati, ai negozi chiusi a chi soffre. Se le cose rimangono come sono voteremo contro. Per noi un ideale vale più di una poltrona. Circa il rischio di una rottura, spero proprio di no, ma temo di sì”.

Come verranno spesi i soldi

Il Recovery Plan del governo italiano vale complessivamente 196 miliardi di euro. Sulla bozza del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) – che è allo studio del Consiglio dei ministri – sono divise le risorse europee per le sei macro-aree di riferimento.

La maggior parte dei fondi è destinato al green, l’area “rivoluzione verde e transizione ecologica”, con 74,3 miliardi. Sono previsti per la digitalizzazione e innovazione 48,7 miliardi, per il settore Infrastrutture per una mobilità sostenibile 27,7 miliardi, per istruzione e ricerca 19,2 miliardi, sulla Parità di genere su 17,1 miliardi, sulla sanità 9 miliardi.

Gli esperti “supermanager”

Il testo prevede dei “responsabili” di missione in ciascun settore interessato” con “responsabilità generale di assicurare la celere ed efficace attuazione del piano, la costante verifica” del “cronoprogramma nonché il compito di adoperarsi, anche attraverso l’attivazione di poteri sostitutivi, per favorire il superamento di situazioni di inerzia o comunque ostative alla realizzazione dell’intervento programmato”.

La bozza non indica il numero di questi ‘supermanager’, anche se si è parlato di 6 esperti. Avranno compiti di “impulso e coordinamento operativo”, “vigilanza e monitoraggio” “segnalazione e pubblicazione” di ritardi e inerzie su cui potranno agire con “poteri sostitutivi”.

Sull’attuazione del piano “vigilerà con compiti di indirizzo, coordinamento e controllo un Comitato esecutivo” composto da presidente del Consiglio e ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico. Tra i suoi compiti questa cabina di regia “indirizza e coordina” i responsabili di missione, “esamina ogni questione formulata dai singoli Ministri” con “facoltà di invitarli alle riunioni”. I ministri “esercitano in modo pieno le proprie ordinarie competenze e possono in ogni momento aprire una fase di confronto”.

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