Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

I penultimatum di Renzi al governo sono diventati una barzelletta

Immagine di copertina

Il leader di Italia Viva odia l’ombra quasi quanto ama se stesso: per questo minaccia una crisi in piena pandemia. L'opinione di Giulio Cavalli

L’analisi politica più ficcante proviene dall’account satirico Lercio che inventandosi un finto titolo scrive «Renzi: “Coronavirus problema serio, ma torniamo a parlare di me”». Perché lui, Renzi, in questi giorni non è per niente “sereno” anzi è addirittura elettrizzato come gli capita ogni volta che il suo nome circola sulle bocche dei cronisti parlamentari e degli editorialisti: inventarsi una crisi di governo in piena pandemia gli fa guadagnare paginate di giornali che potrebbe solo sognarsi con il suo partito mai decollato. Però Renzi è così, gode nel minacciare di fare fallire le feste degli altri non potendo, da tempo, organizzarne una sua.

Il leader di Italia Viva, quello che doveva abbandonare la politica perché “io sono diverso da tutti gli altri” e invece è ancora qui, si prepara a diventare il più grande uomo dei penultimatum della storia della politica italiana, sempre intento a sventolare un amor di patria che è solo un amor proprio mal travestito e dopo avere detto di voler fare cadere il governo ha precisato di non voler cadere il governo e poi subito dopo ipotizza di trovare un’altra maggioranza in Parlamento poi dice di volere parlare con Giuseppe Conte e poi non si presenta all’incontro con Giuseppe Conte e poi va in televisione a dettare le sue condizioni aggiungendone di nuove.

È partito con la richiesta di cancellare la cabina di regia del Recovery Fund e ora chiede al governo di dire di sì al Mes. Il suo modo di alimentare il dibattito? Come i bambini che litigano durante la partitella in cortile: “o fate come dico io oppure ritiro i miei ministri”, dice Renzi. Notare i ministri che sono “suoi”, ovviamente, secondo la solita logica padronale con cui intende la politica. Nega la volontà di un rimpasto (“non siamo alla ricerca di uno sgabello ma vogliamo che l’Italia torni a correre”) ma intanto chiede “una squadra più forte perché ci sono da spendere 200 miliardi di euro da gestire per i prossimi 30 anni”. Chi ci capisce qualcosa è bravo.

Ma il punto sostanziale di tutta questa caciara è un altro: Renzi e i suoi non farebbero mai cadere il governo perché temono le elezioni come il fuoco viste le risicate percentuali della creatura politica del senatore di Rignano. Lui sa benissimo che non potrebbe superare la soglia di sbarramento e sa benissimo che solo con un artificio parlamentare riesce a ottenere quello spicchio di visibilità che sfrutta con tutta questa foga. Un eventuale ritorno alle urne determinerebbe ora la sua esclusione dal Parlamento e quindi la sua caduta nell’ombra. E Renzi odia l’ombra quasi quanto ama se stesso.

Leggi anche: 1. Salta l’incontro tra Conte e Renzi sulla verifica di governo /2. Governo, Renzi: “Le ministre di Italia Viva sono pronte a dimettersi” /3. Giorgetti (Lega): “Conte cadrà ma il centrodestra non è pronto a governare”

Ti potrebbe interessare
Opinioni / Toti insiste e resiste
Opinioni / Lettera a TPI. Il consumismo ci sta uccidendo: molte persone lo hanno capito, la politica ancora no
Opinioni / La lezione che possiamo trarre dal voto delle europee
Ti potrebbe interessare
Opinioni / Toti insiste e resiste
Opinioni / Lettera a TPI. Il consumismo ci sta uccidendo: molte persone lo hanno capito, la politica ancora no
Opinioni / La lezione che possiamo trarre dal voto delle europee
Opinioni / Meloni vince in un’Italia pietrificata in sé stessa
Esteri / Vola la destra: l’Europa è finita?
Opinioni / No, Toti non ha agito nell’interesse dei cittadini liguri (e lo sapevamo anche prima dell’inchiesta)
Esteri / “Avrei bombardato Mosca e Pechino”: l’imprevedibilità di Trump e la guerra
Opinioni / Lettera a TPI – Il Pd e la necessità di definirsi anticapitalisti
Opinioni / Il ministro di una Difesa (per una volta) ragionevole – di R. Parodi
Opinioni / Abbiamo fatto l’Europa, ora facciamo gli europei (di G. Gambino)