Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

Il lampo di sesso e speranza dei ManuelSkin nel grigiore di Sanremo

Immagine di copertina
Frame tv dell'esibizione a Sanremo dei Maneskin con Manuel Agnelli

E poi, la terza serata del Festival, arrivarono Manuel Agnelli e i Maneskin, già ribattezzati “ManuelSkin”. Appaiono all’improvviso, quando pensi che il Festival quest’anno sia andato così e pazienza, alla prossima, quando pensi che le famose buone intenzioni di Bugo dovrebbero essere quelle di mettersi a fare il fabbro, quando leggi che forse la tua regione diventerà zona rossa e il futuro è un grigio stabile.

Appaiono, in questi tempi bui, come un lampo di sesso e speranza. Damiano, 22 anni d’età e 100 di peccati, le dita tempestate di anelli, lo smalto, il kajal, il corsetto rosa e l’orecchino pendente. Damiano che si mangia il palco e ogni idea di pudicizia.

Lo stylist di Damiano che non lascia nulla al caso eppure sembra tutto un caso, perché Damiano è quello che indossa, quello che canta, è lui che veste le cose, non le cose a vestire lui. Damiano che è l’ultimo baluardo di futuro in questo Sanremo stanco.

Damiano che guarda negli occhi Manuel, mentore-maestro-amante, non importa, non importa più cosa è vero e cosa ci fanno credere quei due. E Manuel, appunto, camicia aperta, gonna da samurai rock, capello ostinatamente lungo, la sensualità del precettore che divide il palco con l’allievo. Col suo capolavoro.

Manuel che accoglie Damiano e lo incorona e si incorona, Manuel che fissa negli occhi la giovinezza e la sfida, Damiano che fissa negli occhi la saggezza e la sfida. E infine noi, ubriachi, ubriache da tanta sensualità, da questo gioco raffinato di sottintesi, di barbe bianche e ombretti sfumati, di pirati e samurai, di musica divina, di peccati suggeriti, mentre tutto, intorno, viene perdonato. Perfino Bugo. Manuel, Damiano. Amarli è una fatica.

Leggi anche: Sanremo è un flop perché cerca disperatamente una normalità che non c’è (di Selvaggia Lucarelli)

Tutte le notizie sul Festival di Sanremo
Ti potrebbe interessare
Musica / Enrico Ruggeri contro Marracash: “Quei ragazzi sognano il lusso che lui si può concedere”
Musica / Frankie hi-nrg: “Diffidate dei ricchi che pretendono di spiegare ai poveri come fare la rivoluzione”
Musica / Marracash si schiera con le proteste, Fedez: “Non credete agli artisti ricchi che vi sostengono”
Ti potrebbe interessare
Musica / Enrico Ruggeri contro Marracash: “Quei ragazzi sognano il lusso che lui si può concedere”
Musica / Frankie hi-nrg: “Diffidate dei ricchi che pretendono di spiegare ai poveri come fare la rivoluzione”
Musica / Marracash si schiera con le proteste, Fedez: “Non credete agli artisti ricchi che vi sostengono”
Musica / Da Marracash a Ghali e Sayf, gli artisti si schierano con le proteste: “Con le buone non cambi le cose”
Musica / Ventiquattro artisti in gara e la serata performance: il regolamento di Sanremo 2027
Musica / “La musica è il simbolo delle lotte per i diritti”: il pianista Uri Caine racconta a TPI il suo concerto per Octavius Catto
Musica / Jake La Furia: “Tanti vogliono diventare famosi, questo ti porta a fare musica di me**a”
Musica / Vasco Rossi: “Vita spericolata è una delle canzoni più fraintese della storia dell’umanità”
Musica / Addio a Francesco Guccini, uno dei più grandi cantautori italiani
Musica / Sayf: “La morte del mio migliore amico è stata un colpo durissimo, penso sempre a lui”