Da Marracash a Ghali e Sayf, gli artisti si schierano con le proteste: “Con le buone non cambi le cose”
I messaggi pubblicati sui social dei cantanti
Da Marracash a Ghali, da Sayf a Kid Yugi: sono alcuni degli artisti che si sono schierati al fianco delle proteste che hanno attraversato l’Italia lo scorso fine settimana e che, in alcuni casi, sono sfociate in episodi di violenza. Attraverso un post pubblicato su Instagram, Marracash ha spiegato la propria posizione: “Non ho mai creduto nella protesta attraverso i social, l’ho sempre trovata troppo facile”. Il rapper ha poi aggiunto: “Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita. Ecco da che parte sto. Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose”.
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Anche Ghali ha rivolto un messaggio ai ragazzi scesi in piazza, ricondividendo una storia sul proprio profilo Instagram: “A tutti i ragazzi che scendono in piazza, a quelli che hanno il coraggio di affrontare discorsi scomodi e a chi, nel silenzio, cerca la pace con sé stesso. Continuate a lottare per ciò in cui credete, anche a costo di sembrare pesanti”. Poi un richiamo alla libertà di pensiero, “l’unica di cui possiamo disporre in questa vita”. Sayf, invece, punta il dito contro chi utilizza gli episodi di violenza per delegittimare le proteste: “Puntano il dito contro la violenza delle manifestazioni per delegittimarle, per togliere il diritto alle persone di ribellarsi a un sistema che non funziona”. Secondo il rapper, “la violenza delle manifestazioni NON è e non sarà MAI paragonabile alla violenza con cui si permettono di togliere dignità alle vite delle persone”. E conclude: “Non c’è destra o sinistra, c’è un sotto e un sopra. E noi siamo tutti sotto”.
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Kid Yugi, rapper originario di Massafra, in provincia di Taranto, racconta sui social gli effetti della protesta degli autotrasportatori che sta interessando il Sud Italia: “Strade bloccate, supermercati vuoti, stazioni di benzina senza neppure una goccia di carburante, file interminabili di camionisti e agricoltori”. Una situazione che, secondo l’artista, si sta verificando “nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni e dei media tradizionali”. Poi l’attacco alla politica: “Lo Stato italiano è ormai uno Stato fallito. Il patto sociale è stato infranto”. Il rapper denuncia inoltre una classe politica che ritiene asservita a poteri sovranazionali, concludendo: “Mi fate schifo, la mia gente non merita questo, la Puglia non merita questo, il Meridione non merita questo”.
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