Il governo tiene 180 migranti in mare da 10 giorni e dimostra di non essere diverso da Salvini

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 5 Lug. 2020 alle 13:42 Aggiornato il 5 Lug. 2020 alle 14:09
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Credits: EPA/FLAVIO GASPERINI / SOS MEDITERRANEE. Ansa

“Se ci fosse Salvini al governo direste che è una vergogna totale, mi scrivono. Lo dico lo stesso ed è – anzi – una vergogna ancora più grande proprio perché non c’è Salvini al governo, perché questo governo avrebbe dovuto comportarsi in modo totalmente diverso. E invece”. Lo scrive su Twitter Giuseppe Civati, fondatore di Possibile commentando la vicenda della Ocean Viking, la nave della Ong SOS Mediterranée che da 10 giorni chiede un approdo sicuro per i 180 migranti a bordo.

Da venerdì scorso la Ocean Viking per sette volte ha chiesto alle autorità marittime italiane e maltesi di poter attraccare, ricevendo altrettanti rifiuti. Oggi la notizia, trapelata da fonti del ministero dell’Interno, che i migranti soccorsi saranno trasferiti su un’altra nave dove faranno la quarantena per via del Coronavirus, scrive Avvenire. La nave per la quarantena dovrebbe essere la Moby Zazà, che in questi giorni sta ospitando 211 migranti in isolamento soccorsi nelle scorse settimane.

Considerando che siamo ancora in fase pandemia da Covid, 10 giorni è un tempo ragionevole. Ma anche no. Come dice bene Civati, è proprio da questo governo e dalla nuova inquilina del ministero dell’Interno che non ci si aspettava un ritardo simile. Forse a smuovere la ministra Luciana Lamorgese sono stati i 7 tentativi di suicidio registrati a bordo della nave. O forse per lo stato di emergenza che il capitano è stato costretto a dichiarare: “Le 44 persone per le quali abbiamo richiesto assistenza si trovano in uno stato di acuto disagio mentale – spiegano dalla nave – e hanno espresso l’intenzione di infliggere danni a sé stessi e agli altri, compresi i membri dell’equipaggio”.

Il governo che tiene bloccate 180 persone in mare, in condizioni complesse soprattutto sotto il profilo sanitario, è lo stesso che continua a promettere la cancellazione dei decreti sicurezza voluti da Matteo Salvini. Dove sono i deputati che all’epoca della Diciotti si battevano il petto e facevano a gara per salire a bordo di questa o quella nave Ong per verificare lo stato di salute dei migranti? Coloro i quali stanno spingendo per la cancellazione dei Decreti Sicurezza, non hanno proferito parola sul caso Ocean Viking e lasciano che a dettare la linea, a questo punto, siano i Cinque Stelle.

Sono proprio i grillini a ostacolare la modifica dei decreti sicurezza, specie sul punto delle multe alle navi delle ong, che il Movimento 5 Stelle vorrebbe mantenere – anche se nella versione originaria del decreto sicurezza bis (non più maxi, bensì sanzioni comprese tra i 10 mila e i 50 mila euro) – mentre Pd, LeU e Italia Viva vorrebbero invece cancellare del tutto. Punto non certo secondario, ma che al momento sembra essere l’unico vero ostacolo a una riscrittura pressoché totale dei decreti da parte della maggioranza giallorossa. Riscrittura che “non sarà un’operazione di micro belletto”, assicura ancora una volta il capogruppo di LeU alla Camera Federico Fornaro al termine dell’incontro.

Eppure i fatti parlano chiaro, quei 180 migranti sono 180 occasioni perse per questo governo di dimostrare che la linea era cambiata, che la propaganda sui migranti ormai era una nenia che aveva stancato tutti e che si può gestire un’emergenza come quella del Coronavirus, senza lasciare indietro nessuno. Così non è stato.

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