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L’ultimo messaggio di Lorenzo Orsetti: “Sono morto facendo quello che ritenevo più giusto”

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 18 Mar. 2019 alle 18:40 Aggiornato il 18 Mar. 2019 alle 18:49
Immagine di copertina

“Ciao, se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più a questo mondo. Beh, non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così; non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli, e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, eguaglianza e libertà”.

Inizia così l’ultimo messaggio di Lorenzo Orsetti [chi era], ucciso dai miliziani dell’Isis a Baghouz, in Siria, il 18 marzo 2018 e intervistato da TPI il 4 marzo.

La notizia della morte è stata data via Telegram dallo Stato islamico, che ha condiviso la foto del ragazzo fiorentino di 33 anni e i suoi documenti.

Il messaggio di Lorenzo è stato invece diffuso sui social dagli altri combattenti italiani.

“Quindi, nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo, e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio”.

“Vi auguri tutto il bene possibile, e spero che anche voi un giorno (se non l’avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo, perché solo così si cambia il mondo”.

“Solo sconfiggendo l’individualismo e l’egoismo in ciascuno di noi si può fare la differenza. Sono tempi difficili, lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza mai! Neppure per un attimo”.

Anche quando tutto sembra perduto, e i mali che affliggono l’uomo e la terra sembrano insormontabili, cercate la forza, e di infonderla nei vostri compagni.

“È proprio in quei momenti più bui che la vostro luce serve. E ricordate sempre che ‘ogni tempesta comincia con una singola goccia’. Cercate di essere voi quella goccia.

Vi amo tutti, spero farete tesoro di queste parole. Serkeftin!”.

>>Io, combattente italiano in Siria al fianco dei curdi: “La guerra con l’Isis non è finita