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M5S nella bufera a Palermo, l’ex candidato sindaco attacca Di Maio e Toninelli: “Sono sprezzanti”

Di TPI
Pubblicato il 25 Gen. 2019 alle 16:03
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Immagine di copertina
Ugo Forello. Credit: Ansa

A Palermo c’è una spaccatura all’interno del Movimento Cinque Stelle. Ugo Forello, ex candidato sindaco M5S, ha preso le distanze dai vertici nazionali del movimento per la politica portata avanti dal Governo in tema migranti.

“Mi dissocio dalle prese di posizione dei ministri Di Maio e Toninelli, il vostro modo sprezzante di parlare di persone, come se fossero cose, non è accettabile”, ha scritto Fiorello in un post su Facebook intitolato “Non parlate a mio nome”.

L’ex candidato sindaco, che ha corso alle comunali del 2017 (vinte da Leoluca Orlando), non ha mai nascosto il suo scetticismo per l’accordo di governo tra M5S e Lega e negli ultimi mesi i suoi rapporti con il movimenti sono stati piuttosto burrascosi. A novembre 2018 è stato rimosso dalla carica di capogruppo pentastellato in Consiglio comunale palermitano e ha risposto polemicamente.

Ora, con sullo sfondo il nuovo caso Sea Watch, Forello ha sfogato tutto il suo malumore per le posizioni del Governo, espresse anche da alcuni tra i maggiori esponenti Cinque Stelle.

“Mi rivolgo ai tanti cittadini che hanno votato il MoVimento 5 Stelle, chiedo a loro di alzare la voce, di prendere una posizione chiara”, scrive.

“Bisogna mettere fine a questa inaccettabile contrapposizione e contraddizione: da una parte, di quella politica che si mobilita per la questione dei migranti, ma che poi si è mostrata incapace di agire sulle cause del fenomeno e indifferente alla condizione culturale-sociale-economica del nostro paese (che negli anni è sempre andata peggiorando); o, dall’altra parte, di una politica per la quale i diritti valgono solo per gli italiani”, si legge nel post pubblicato da Forello venerdì 25 gennaio 2019.

E ancora: “È (o meglio dire, sarebbe, in un paese normale) buono e giusto accogliere, soccorrere e far sbarcare le persone che si trovano in mezzo al mare, così come occuparsi dei bisogni dei cittadini, di quelli che sono in difficoltà o sono in uno stato di emarginazione economica e sociale. È un errore grossolano mettere le due cose in termini di contrapposizione, o l’uno, oppure l’altro”.

“Chi, davvero, vuole intervenire in aiuto delle fasce più deboli e indifese dei cittadini, contro le disuguaglianze e ingiustizie, non può – nello stesso tempo – non avere la stessa sensibilità, lo stesso senso di giustizia e umanità per gli stranieri che si trovano in mezzo al mare”, prosegue l’ex candidato sindaco.

“Non si può accettare che vengano fatti tornare indietro, nelle coste libiche, dove sono oggetto di violenze e chiusi in lager. Né può essere tollerato che vengano sequestrati per giorni in una nave, in balia delle onde, mentre l’Italia e l’Ue consumano l’ormai noto e triste teatrino del rimbalzo delle responsabilità”.

“Non esiste alcuna emergenza, alcun massiccio flusso migratorio che possa, neanche e lontanamente, giustificare il comportamento – inaccettabile – del governo italiano”, scrive ancora Forello. “Le Ong in mare hanno svolto e continuano a svolgere un’attività importantissima, di grandissimo valore umano, quelle stesse ONG che dopo anni di inchieste e insinuazioni, risultano pulite, senza nessun indagato”.

Poi la conclusione, durissima: “Mi dissocio dalle prese di posizione dei Ministri Di Maio e Toninelli, no. Il vostro modo sprezzante di parlare di persone, come se fossero cose, non è accettabile. No… Non parlate in mio nome”.

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