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Trivelle, scontro nel governo. Di Maio autorizza e il ministro Costa si oppone

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 6 Gen. 2019 alle 16:31 Aggiornato il 6 Gen. 2019 alle 16:33
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Immagine di copertina
Credit: Getty Images

“Da quando sono Ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò'”. Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa su Facebook. “Non sono diventato Ministro dell’Ambiente per riportare l’Italia al Medioevo economico e ambientale anche se arrivasse un parere positivo della Commissione Via, non sarebbe automaticamente una autorizzazione. Voglio che sia chiaro”.

“I permessi rilasciati in questi giorni dal Mise (ministero per lo Sviluppo economico) sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sì dato dal ministero dell’Ambiente del precedente governo, cioè di quella cosiddetta sinistra amica dell’ambiente”e prosegue aggiungendo che “noi siamo il governo del cambiamento e siamo uniti nei nostri obiettivi. Siamo e resteremo contro le trivelle. Quello che potevamo bloccare abbiamo bloccato. E lavoreremo insieme per inserire nel dl Semplificazioni una norma per bloccare i 40 permessi pendenti come ha proposto il Mise. Siamo per un’economia differente, per la tutela dei territori e per il loro ascolto”.

“Anche per questo incontrerò personalmente i comitati Notriv di tutta Italia. Per lavorare insieme a norme partecipate, inclusive e che portino la soluzione che tutti aspettiamo da anni” ha concluso il Ministro.

Il caos è scoppiato a seguito della denuncia dei Verdi, in particolare di Angelo Bonelli, che sabato 5 gennaio ha reso noto l’ok da parte del Mise a tre nuovi permessi di ricerca del petrolio nel mar Ionio su una superficie complessiva di 2200 chilometri quadrati a favore della società americana Global Med Llc, con sede legale in Colorado, Usa.

“La ricerca autorizza l’uso dell’air gun, le bombe d’aria e sonore, che provocano danni ai fondali e alla fauna ittica: è il regalo di Luigi Di Maio alla Puglia e alla Basilicata dopo Ilva e le autorizzazioni alla Shell rilasciate dal ministero dell’ambiente”, ha precisato Bonelli.

Anche il presidente della Regione Puglia Michel Emiliano è intervenuto nella polemica: “Impugneremo le nuove autorizzazioni rilasciate dal Mise a cercare idrocarburi nel Mar Ionio. Ci siamo sempre battuti in difesa del nostro mare, e continueremo a farlo”.

Subito dopo, il sottosegretario al Mise Davide Crippa ha fatto sapere che “per quanto attiene i tre permessi di ricerca della società Global Med che ha interessano lo Ionio, il ministero dell’Ambiente ha ottenuto la valutazione di impatto ambientale favorevole nel 2017. Mesi prima che si formasse il Governo del cambiamento”.

E Grippa ha aggiunto: “Su questa ennesima eredità, così come sulle altre, daremo battaglia con una proposta che verrà presentata al decreto semplificazioni: un emendamento tale da bloccare l’iter di ben 40 titoli oggi pendenti. Esattamente – ha rilevato Crippa – come sono state bloccate già diverse altre opere invasive da quando siamo al Governo”.

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