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Tortura, l’allarme MSF: “Maltrattamenti dei migranti in Libia sono sottostimati”

Immagine di copertina
Credit: Marco Panzetti

L'ong gestisce vari centri di riabilitazione per i sopravvissuti alla tortura, abusi e maltrattamenti ad Atene, Città del Messico, Roma 

Nella Giornata Mondiale contro la tortura, l’ong Medici Senza Frontiere (MSF) esprime “la sua preoccupazione nel vedere sottostimati le torture e i maltrattamenti a cui sono sottoposti migranti e rifugiati in Libia“.

L’allarme dell’organizzazione non governativa arriva all’indomani del viaggio in Libia del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, che nella successiva conferenza stampa al Viminale ha parlato di “falsa la retorica sulla violazione dei diritti umani in Libia“.

“MSF ricorda come la maggior parte dei pazienti dei propri centri di riabilitazione per sopravvissuti a tortura e a trattamenti inumani e degradanti siano rifugiati, richiedenti asilo e migranti, inclusi minori stranieri non accompagnati”, si legge nel comunicato dell’ong.

“Molti dei pazienti che assistiamo a Roma sono passati attraverso la Libia dove sono stati torturati e maltrattati. Per noi che vediamo ogni giorno le conseguenze fisiche e mentali delle torture, è fondamentale esprimere il nostro dissenso di fronte a chi parla di retorica della tortura”, dichiara Anne Garella, capomissione MSF in Italia.

“Dopo anni di lavoro con i pazienti, abbiamo iniziato a capire che la tortura è più di un problema di salute. La tortura dovrebbe essere guardata con una questione sociologica e antropologica che ha conseguenze sulla salute fisica. Crea ferite visibili e invisibili”, dichiara il dottor Gianfranco De Maio, referente medico di MSF.

“Il nostro approccio mira ad aiutare le persone a ricostruire le loro relazioni sociali con gli altri. La tortura e i maltrattamenti attaccano la capacità di una persona di avere relazioni equilibrate e significative. La loro fiducia negli altri è danneggiata e per questo perdono dignità”.

Medici senza frontiere gestisce centri di riabilitazione per i sopravvissuti alla tortura, abusi e maltrattamenti ad Atene, Città del Messico, Roma ed in altri luoghi lungo le rotte migratorie.

 Nei primi mesi del 2018, sono stati circa 950 i pazienti assistiti da 182 operatori umanitari.

“Alcune persone subiscono questi trattamenti nei paesi che attraversano o in cui sono migrati, altri fuggono dal loro paese d’origine a causa di persecuzioni, torture e abusi”, si legge nel comunicato.

Nei loro centri gli operatori MSF adottano un approccio interdisciplinare e lavorano in équipe composte da cinque persone: un medico, un mediatore culturale, un operatore sociale, un fisioterapista e uno psicologo.

Qui sotto un video sull’impegno di MSF in favore dei sopravvissuti alla tortura:

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