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Com’è andata la missione di Salvini in Libia

Immagine di copertina
Matteo Salvini e il suo omologo libico, Abdulsalam Ashour

Nella sua visita a Tripoli il ministro dell'Interno ha proposto alle autorità libiche di creare dei centri di accoglienza per i migranti nel sud del paese. Ma il governo libico non ne vuole sul suo territorio

Il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, lunedì 25 giugno 2018 è volato a Tripoli, in Libia, per un vertice sul tema migranti con il suo omologo libico, Abdulsalam Ashour (qui tutti gli aggiornamenti, qui invece le dichiarazioni in conferenza stampa dopo il rientro dalla Libia).

Nel corso del summit Salvini ha proposto alle autorità libiche di creare dei centri di accoglienza per i migranti nel sud del paese, punto inserito nel piano presentato dall’Italia al mini-vertice europeo sui migranti del 24 giugno.

Ma il governo libico ha fatto sapere che “rifiuta categoricamente” l’ipotesi di campi profughi sul suo territorio. “Non è consentito dalla legge libica”, ha spiegato il vicepremier Ahmed Maitig.

“Hotspots dell’accoglienza in Italia? Sarebbe problema per noi e per la Libia stessa perché i flussi della morte non verrebbero interrotti. Noi abbiamo proposto centri di accoglienza posti ai confini a sud della Libia per evitare che anche Tripoli diventi un imbuto, come Italia”, ha scritto su Twitter il vicepremier, al termine dell’incontro con Ashour.

“Nessuno più dell’Italia è impegnato per lo sviluppo e la stabilità della Libia, la mia visita a Tripoli è una conferma di questo impegno”, ha dichiarato Salvini.

In un altro tweet il ministro dell’Interno ha parlato del  legame tra Italia e Libia come base per affrontare insieme il tema migranti.

“Il mio impegno sarà massimo per rinsaldare l’amicizia tra i nostri due paesi e la collaborazione su tutti i fronti, a partire dall’emergenza immigrazione”, ha scritto Salvini.

Al termine del vertice i due ministri hanno tenuto una conferenza stampa congiunta.

“I problemi della Libia devono essere risolti in Libia e non in capitali europee”, ha poi sottolineato Salvini in quella che sembra una frecciata alla Francia.

“Giovedì al Consiglio europeo sosterremo di comune accordo con la Libia che i primi centri per accogliere i richiedenti asilo di vadano costruiti in Libia”, ha aggiunto Salvini. “Ci faremo carico di portare in Europa l’idea che la Libia non sia un problema ma una grande opportunità”.

In un’intervista pubblicata sul quotidiano La Repubblica, il vicepremier libico,Ahmed Maitig, ha sottolineato il suo interesse a lavorare con gli uomini chiave del nuovo governo italiano.

“La collaborazione tra Italia e Libia è decisiva”, ha detto Maitig, secondo cui la questione migranti è “un problema importante” per la Libia.

“I trafficanti che portano i migranti in Italia sono per noi pericolose bande criminali, che non consentono alla Libia di prendere provvedimenti per una difficile stabilizzazione”, ha detto il vicepremier libico.

Tornato in Italia, il ministro dell’Interno Salvini ha tenuto una conferenza stampa al Viminale. Qui il live di TPI:

Per Salvini “è falsa la retorica sulla violazione dei diritti umani in Libia”. Il ministro dell’Interno ha sottolineato che “con la Libia abbiamo una visione comune sulle Ong”.

Salvini ha anche affermato che gli hotspot devono essere creati a sud della Libia, in Niger, Mali, Chad e Sudan e ha annunciato una prossima conferenza a Tripoli, in Libia, per affrontare i problemi legati all’immigrazione.

Il ministro ha poi definito superati gli Accordi di Dublino sull’immigrazione specificando che “adesso l’Italia è tornata protagonista” e l’Europa potrà discutere una riforma del Trattato presentata dal governo italiano. “Chiedo a Merkel e Macron si essere coerenti” e di non lasciare più sola l’Italia nella gestione dei flussi migratori, ha dichiarato Salvini.

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