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Il Senato approva il decretone: quota 100 e reddito di cittadinanza passano ora alla Camera

Di Laura Melissari
Pubblicato il 27 Feb. 2019 alle 12:30 Aggiornato il 27 Feb. 2019 alle 13:18
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Immagine di copertina

L’aula del Senatoha dato il via libera al cosiddetto “decretone”, che contiene le due misure del reddito di cittadinanza e di quota cento. Con 149 voti favorevoli, 110 no e quattro astenuti il decreto passa ora alla Camera.

Alta tensione durante il voto. “Il folklore non appartiene all’aula del Senato ma soltanto alle piazze, vergogna”, ha detto la presidente Maria Elisabetta Alberta Casellati. Il “rimprovero” della presidente era rivolto ai senatori di Forza Italia che durante la dichiarazione di voto di Annamaria Bernini hanno indossato dei gilet blu con la scritta “sì lavoro, no bugie”.

Qui tutte le modifiche e le novità dopo la discussione in Senato

>> Reddito di cittadinanza: come si richiede? Tutte le istruzioni per presentare la domanda

Tra i momenti di tensione anche gli attacchi reciproci tra senatori del Partito democratico e Paola Taverna (M5s), la vicepresidente di palazzo Madama.

“Se continuiamo a usare toni irrispettosi diamo un cattivissimo esempio anche ai cittadini che ci stanno guardando e che poi saranno legittimati a rivolgersi a noi con gli stessi toni violenti”, ha detto la presidente del Senato Casellati.

“Si possono usare toni forti senza arrivare a espressioni violente: riferimenti a impiccagioni e manette sono da censurare perché richiamano un concetto di giustizia di popolo che è contraria al nostro percorso di Stato di diritto”, ha aggiunto Casellati. “Se ci sono stati comportamenti irrispettosi saranno debitamente censurati”, ha proseguito.

Il leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, si è detto “molto soddisfatto” per l’esito del voto.

Soddisfatti anche i senatori M5s della Commissione lavoro che commentano il voto in una nota: “Il via libera dell’Aula del Senato al Decreto su Reddito di Cittadinanza e Quota 100 non è solo una vittoria del MoVimento 5 Stelle, che per anni si è battuto dentro e fuori dai Palazzi per queste due misure, ma soprattutto di tutte quelle persone dimenticate dalle politiche dei vecchi governi che hanno aumentato le disuguaglianze e l’esclusione sociale”.

“Con il Reddito di Cittadinanza permettiamo a 5 milioni di persone che vivono in povertà assoluta di rialzare la testa, iniziando un percorso di formazione e riqualificazione per ottenere un nuovo lavoro. Con Quota 100, invece, superiamo la nefasta legge Fornero e le quasi 70mila domande di queste prime settimane dimostrano quanto gli italiani aspettassero un provvedimento del genere”, spiegano.

Dure invece le parole del senatore del Pd Matteo Renzi, secondo cui il decreto che contiene le due misure simbolo del governo, “segna un clamoroso atto di masochismo di fronte alla crisi economica che stiamo per vivere. Mancano all’appello 40 miliardi di euro, manca anche il ministro dell’Economia all’appello in quest’Aula e ne capisco l’imbarazzo”.

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