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Venticinque migranti sono sbarcati sulle coste leccesi

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Nella giornata di domenica 24 marzo, la Croce Rossa italiana è intervenuta per soccorrere 25 migranti sbarcati sulle coste leccesi, nei pressi di Santa Maria di Leuca e provenienti da Iraq, Kurdistan e Turchia.

I migranti sono arrivati a bordo di una piccola imbarcazione, tra loro uomini donne in stato di gravidanza e alcuni bambini.

Sul posto sono giunti anche gli uomini della Guardia di Finanza.

Come raccontato dai migranti, sembrerebbe che il gruppo sia partito dall’Iraq, affrontando un viaggio in mare lungo circa 5 giorni prima di giungere stremati sulle coste salentine.

Ai migranti si aggiungono due presunti scafisti, la cui identità è al vaglio delle forze dell’ordine.

“Meno partenze, meno sbarchi, meno morti”, aveva dichiarato solo pochi giorni fa il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ripetendo che “i porti sono e resteranno chiusi ai migranti”.

Eppure, come dimostra quest’ultimo sbarco, i migranti continuano a partire alla ricerca di una salvezza sul territorio italiano.

I calcoli forniti dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati raccontano che nel Mediterraneo dal primo gennaio hanno perso la vita o sono disperse 283 persone, di cui 149 seguendo la rotta che porta in Italia. Stime confermate dall’Oim (l’Organizzazione internazionale per le migrazioni in Italia) che parla di 153 morti durante i viaggi verso il nostro Paese.

Il calo degli arrivi c’è stato, ma attraversare il Mediterraneo è sempre più pericoloso. Leggendo i database dell’Ispi, da settembre a oggi l’8 per cento di chi è partito è morto. Secondo l’Oim nel 2017 era il 2,6 per cento, nel 2018 il 3,5 per centi e nel 2019 siamo arrivati addirittura al 10 per cento. Dunque si parte meno, ma si muore di più.

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