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La lettera di Salvini: “Cesare Battisti marcisca in carcere, l’Italia ora torna a farsi rispettare”

Il ministro dell'interno e vicepremier commenta sul quotidiano romano la soddisfazione per la cattura del superlatitante

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 14 Gen. 2019 alle 11:20 Aggiornato il 14 Gen. 2019 alle 12:19
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Immagine di copertina
Matteo Salvini e Cesare Battisti

“L’abbiamo preso. E ora dovrà marcire in galera”. Così inizia la lettera che del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini pubblicata su Leggo, in cui commenta la cattura del superlatitante Cesare Battisti, avvenuta in Bolivia il 13 gennaio 2018. [qui il video girato poco prima dell’arresto].

“Cesare Battisti non è un perseguitato o un semplice scrittore di romanzetti: è un terrorista comunista. Un assassino. Un codardo”, scrive Salvini. “Da decenni si era rifugiato all’estero per non pagare le sue colpe. È stato protetto e coccolato da donne e uomini di sinistra, presunti intellettuali, vip e politici. Adesso, alcuni di questi personaggi attaccano il sottoscritto per la linea dura sui clandestini”, si legge ancora. [Quando gli intellettuali chiedevano la libertà per Battisti]

Il vicepremier leghista punta il dito contro la presunta protezione della sinistra: “È anche grazie alle coperture politiche che Battisti è riuscito a fuggire a Parigi e poi in Sudamerica. In Brasile, è stato visto sorseggiare cocktail in spiaggia, alla faccia delle vittime e dei loro famigliari. Ora la pacchia è finita. Merito di un governo che ha ridato prestigio all’Italia”.

Il ministro dell’Interno non manca di ringraziare il presidente del Brasile, che, già prima di essere eletto, aveva assicurato a Salvini di restituire Cesare Battisti alla giustizia italiana: “Non è un caso se il nuovo presidente brasiliano, Bolsonaro, aveva promesso pubblicamente di riconsegnarci Battisti. Ha mantenuto la parola, dando prova di una serietà e di una lealtà per cui lo ringrazio a nome degli italiani”.

“Ringrazio Bolsonaro ma ringrazio anche le autorità boliviane e le nostre straordinarie donne e uomini dell’Intelligence e delle Forze dell’Ordine. Siamo orgogliosi dei nostri investigatori, della nostra Polizia e in generale delle nostre divise! Oggi il nostro Paese ha rialzato la testa. Non siamo più l’Italietta che l’Europa trasformava nel campo profughi del Mediterraneo e che veniva snobbata dalle superpotenze mondiali”, si legge ancora nella lettera di Salvini.

“Stiamo vivendo una nuova fase. In poco più di sei mesi abbiamo fatto quello che altri governi avevano provato a realizzare in decenni, fallendo. Aspetto le famiglie rovinate da Cesare Battisti al Viminale. Mentre le nostre galere aspettano lui”, continua e conclude: “La pacchia è finita. Era ora”.

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