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Giulia Sarti vota contro il reato di revenge porn. Poi spiega la scelta con un post su Facebook

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 29 Mar. 2019 alle 13:19 Aggiornato il 29 Mar. 2019 alle 14:21
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Immagine di copertina
Giulia Sarti. Credit: ANSA/SANDRO CAPATTI

La deputata Giulia Sarti ha votato contro l’emendamento per introdurre nel cosiddetto Codice Rosso il reato di revenge porn. L’emendamento, presentato da alcuni partiti di opposizione (Forza Italia, Partito democratico, Liberi e Uguali), è stato respinto con i voti contrari di Lega e M5S.

Con revenge porn ci si riferisce ai ricatti telematici a sfondo sessuale, ricatti di cui la stessa deputata riminese è stata personalmente vittima di questo fenomeno.

Dopo un lungo silenzio e ancora in attesa del giudizio dei probiviri del Movimento 5 Stelle sul caso dei video pornografici diffusi contro di lei, Sarti, ex presidente della commissione Giustizia della Camera, autosospesasi dal M5S per il caso Rimborsopoli, ha scritto un post sul suo profilo Facebook per spiegare il suo voto contrario.

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“Ringrazio tutti coloro che in questi giorni hanno espresso reale e sincera vicinanza nei miei riguardi. A tal proposito, in virtù di quel che ho passato, io così come molte altre donne purtroppo, ci tengo a sottolineare che il caso in questione, cosiddetto ‘Revenge porn’, discusso in queste ore nell’ambito del Codice Rosso, non può certo risolversi attraverso l’approvazione di un mero emendamento”, ha scritto Sarti.

“Al contrario, la materia è talmente delicata da richiedere un ampio dibattito non solo parlamentare, bensì giuridico-sociale, volto dapprima a coinvolgere esperti, vittime, famiglie, analisti, giuristi e tutte le varie articolazioni dello Stato competenti come la Polizia postale e delle comunicazioni. È un tema importantissimo, una sua seria regolamentazione non può rischiare di nascere monca”.

La bocciatura dell’emendamento sul revenge porn ha scatenato accese polemiche: le deputato di Forza Italia hanno occupato per protesta i banchi del governo.

Il capo politico del M5S, Luigi Di Maio, vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, ha assicurato che l’emendamento sarà comunque approvato in una prossima votazione. “Iniziamo a votare quella norma che è un primo passo, poi approveremo anche la legge che abbiamo depositato in Parlamento”, ha spiegato Di Maio.

Anche il vicepremier leghista Matteo Salvini ha assicurato che il revenge porn diventerà per legge una fattispecie di reato.

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