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Rai, arriva la tagliola sugli stipendi d’oro: nel mirino Fazio e Vespa

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 7 Mar. 2019 alle 13:57 Aggiornato il 7 Mar. 2019 alle 14:01
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Immagine di copertina

La Rai taglia gli stipendi di Fazio e Vespa. L’indiscrezione che arriva da Dagospia è più di una voce e trova conferme che arrivano dai corridoi dei piani “più alti” della Rai.

Il cda “gialloverde” ha chiesto, “ma è più di una semplice domanda, è quasi un diktat” a Fabio Fazio e a Bruno Vespa di tagliare i propri compensi.

Di quanto? Almeno del 20 per cento. Secondo quanto confermato a TPI direttamente dalla Commissione vigilanza, il conduttore di Che tempo che fa si è detto “disponibile” a rivedere il proprio compenso. L’obiettivo: evitare lo scontro.

“Un po’ meno d’accordo”, scrive Dagospia (ma qui TPI non ha conferme dirette), sarebbe Bruno Vespa. La chiave per scendere dagli attuali 1,2 milioni di euro è quella di ridurre a due le sue tre serate settimanali di Porta a Porta.

Dopo l’approvazione del piano industriale, arrivata nella giornata di ieri, uno dei prossimi passi dell’ad Fabrizio Salini sarà quello di sedersi a un tavolo con i due “big” per rivedere i contratti.

La necessità di ridurre le spese è il primo punto della “missione” di Salini. Ma non sarà un compito facile. Il contratto di Fazio, siglato nel luglio 2017, scadrà il 30 giugno 2021.

E l’accordo con Fazio sarà necessario per evitare di pagare la famosa penale da circa 7 milioni di euro in caso di decisioni unilaterali.

Si parte quindi dai 2 milioni e 240mila euro l’anno che la Rai versa direttamente a Fabio Fazio. Il totale dei prossimi due anni è 4 milioni e 480 mila euro. L’obiettivo: scendere del 20 per cento.

Più difficile sarà trovare l’accordo con l’Officina, la società di produzione che appartiene per il 50 per cento a Fazio e alla quale la tv pubblica versa ulteriori 10 milioni e 600 mila euro all’anno.

Qui l’unica strada percorribile è applicare la “Risoluzione” contro i conflitti di interesse di conduttori, agenti e autori, voluta da Michele Anzaldi (Pd), votata all’unanimità dalla Commissione di Vigilanza Rai ma che, come spiegato a TPI dallo stesso deputato dem, “rimasta lettera morta con gli attuali vertici Rai”.

Cosa prevede la risoluzione

Il 27 settembre del 2017 la Vigilanza aveva approvato la risoluzione per ridurre lo strapotere degli agenti. E tra gli esempi c’è proprio quello di Fabio Fazio: un conduttore non può produrre la sua trasmissione.

La Rai però non ha mai applicato questa risoluzione perché l’allora sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, decise di stopparla, chiedendo che fosse applicata a tutte le tv italiane, Mediaset, La7 e Sky comprese, quindi.

Un anno e mezzo dopo, si sta ancora aspettando il pronunciamento dell’Agcom in merito.

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