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Elezioni Sardegna, la protesta del latte non si ferma: assalto armato a cisterna nel nuorese

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 24 Feb. 2019 alle 15:34 Aggiornato il 27 Feb. 2019 alle 13:18
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La Sardegna è una delle 6 regioni italiane che nel 2019 sono chiamate alle urne, insieme ad Abruzzo [leggi com’è andata], Calabria, Piemonte, Emilia Romagna e Basilicata. Leggi l’affluenza alle urne.

Le urne si sono aperte alle 7 di domenica 24 febbraio. Ma mentre gli elettori sono impegnati nel voto, la protesta dei pastori sardi per il prezzo del latte non accenna a spegnersi.

A Orune, vicino a Nuoro, due uomini armati e incappucciati hanno assaltato un’autocisterna che trasportava latte a un caseificio. I due hanno costretto l’autista a fermarsi, scaricare il latte per strada prima di darsi alla fuga.

L’episodio è accaduto intorno alle 8.30 del mattino. Un camion cisterna che trasportava latte ovino appena munto è stato bloccato nei pressi del paesino sardo. Due uomini con i volti coperti e armati di fucile hanno costretto l’autista del camion, diretto al caseificio dei Fratelli Pinna di Thiesi (Sassari), a uscire dall’abitacolo e a sversare il latte sull’asfalto della Statale 389. Poi sono fuggiti. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri.

La protesta dei pastori sardi

Gli allevatori sardi protestano ormai da 15 giorni, contro il prezzo del latte sceso sotto i 60 centesimi al litro.

L’ultimo accordo, come ha detto Salvini, prevede un primo prezzo di 72 centesimi al litro, per poi arrivare, entro fine anno, a 1,20 centesimi al litro.

“È un passo indietro, la gente, però, non torna indietro e noi lo sentiamo. Non c’è trattativa se non c’è un sistema immediato che porti ad una soluzione strutturale, con un minimo garantito per i costi di produzione”, ha spiegato il leader storico del Movimento Pastori sardi, Felice Floris.

La Confederazione italiana agricoltori in una nota ha sostenuto le rivendicazioni dei pastori. “Le richieste partivano dalla copertura del costo di produzione pari a 74 centesimi + Iva al litro per arrivare al prezzo di 1 euro + Iva, come promesso dal Ministro Salvini. La proposta di un accordo a 72 centesimi, Iva compresa, è invece molto lontana da queste premesse”, si legge nel documento.

Intanto da Bruxelles potrebbero arrivare aiuti a settore. Silvio Berlusconi e il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani avrebbero ottenuto “garanzie” dal Commissario all’Agricoltura, Phil Hogan, “per l’assegnazione di 191 milioni di fondi da utilizzare per il sostegno e la promozione della filiera dei prodotti sardi”.

Il Movimento dei pastori sardi nelle sue richieste al Governo, aveva esplicitamente inserito il pagamento di 1 euro più IVA per ogni litro di latte.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

> In anteprima su TPI le richieste del Movimento dei pastori sardi al Governo

Secondo quanto si era appreso nel corso della giornata da fonti che hanno preso parte all’incontro al Viminale, il Governo avrebbe offerto ai pastori il ritiro di 67mila quintali di forme di pecorino in eccedenza che potrebbero essere date a mense per i poveri e ospedali.

Il Viminale avrebbe quindi messo a disposizione 14 milioni, il Mipaaft 10 milioni, la Regione Sardegna altri 10 milioni e altri 10 dovrebbero arrivare dal Banco di Sardegna, per un totale di 44 milioni.