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La protesta del latte arriva anche in Sicilia: pastori lanciano un “politico” in mare

Di Daniele Nalbone
Pubblicato il 9 Mar. 2019 alle 18:26 Aggiornato il 9 Mar. 2019 alle 18:28
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Immagine di copertina
ANSA/DOMENICO TROVATO

Circa duecento persone hanno partecipato al porto di Catania alla protesta contro il basso prezzo alla fonte di latte e dei prodotti agricoli che, spiegano i promotori dell’iniziativa, ‘”non bastano neppure a coprire i costi”.

Come gesto simbolico i pastori hanno lanciato in mare “un pupazzo politico italiano” che, denunciano, “si sta comportando come un fantoccio che ubbidisce alle multinazionali”.

“Siamo invasi da prodotti che arrivano dall’estero”, spiegano, ” e si propongono sul mercato con merce di bassa qualità che, per ovvi motivi, vengono pagate di meno. Tutta colpa degli accordi siglati dai nostri politici”.

Intanto ieri nella prefettura di Sassari è stato raggiunto un accordo nell’ambito della vertenza pastori-industriali: 72 centesimi al litro per febbraio, poi da marzo a fine campagna un acconto pari a 74 centesimi.

Nella giornata di oggi, però, la protesta dei pastori sardi è stata nuovamente travolta da un agguato armato – il quarto – avvenuto in provincia di Sassari.

Alle 7 due uomini incappucciati e armati di fucili hanno bloccato un’autocisterna di latte di una ditta di Ittiri, vicino a Torralba (Sassari), che stava raccogliendo il latte ovino fra Bonnanaro, Torralba e Mores.

L’autista del veicolo è stato costretto a scendere. I due uomini armati si sono impossessati dell’autocisterna per poi darle fuoco.

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