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Primarie Pd, “Vi capisco, ma il 3 marzo andate a votare”: l’ironica lettera di una giovanissima militante ai delusi del Pd

Di Laura Melissari
Pubblicato il 28 Feb. 2019 alle 20:40
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Immagine di copertina

“Non dite ‘io alle primarie non voto’. Venite ai seggi, votate e poi discutete. Fatelo per quelli che dalle 7 del mattino saranno nelle loro sezioni e passeranno lì tutta la giornata”. Sono le parole di una giovane militante del Partito democratico che invita i delusi del Pd ad andare a votare il prossimo 3 marzo.

Meri De Martino è la segretaria del circolo dem Pratello di Bologna.

Leggi anche: Primarie Pd –> Chi sono i candidati

–> Come si vota

–> Dibattito per le primarie del Pd, le pagelle di TPI: Zingaretti il più convincente

L’attivista ha elencato ironicamente su Repubblica.it una lista delle motivazioni più in voga tra chi non andrà a votare:

1. Perché il Pd ormai è morto e se non è ancora morto speriamo lo sia presto perché con questo partito non costruiremo mai niente di nuovo.

2. Perché ci avete chiamato ormai un milione di volte per chiederci di partecipare, che questa volta era importante, che sarebbe stato diverso… Salvo poi continuare a fare quello che facevate sempre.

3. Perché alla fine vi mettete sempre d’accordo tra voi.

4. Perché io sono di sinistra e il Pd non è un partito di sinistra.

5. Perché non mi piace nessuno dei candidati e i programmi sono tutti uguali.

6. Perché il Congresso dovevate farlo prima. Ora è troppo tardi.

7. Perché io è da una vita che partecipo, adesso ci pensino i giovani.

8. Perché parlate sempre di voi stessi, non vi occupate dei problemi reali delle persone e non state tra la gente.

9. Perché i dirigenti del Pd sanno solo litigare.

10. Perché non credo nelle primarie aperte, una volta la classe dirigente la sceglieva il Partito. Queste cose sono quelle che ci sentiamo ripetere ai banchetti e durante le assemblee che i Circoli organizzano con elettori convinti e con quelli delusi.

La segretaria dem dice che si tratta di motivazioni molto comprensibili, sostiene che l’unico modo per cambiare le cose è confrontarsi, rimettere insieme i pezzi e riprovarci.

“Non lasciate ad altri la scelta e provate a rendere il Pd un partito un po’ più simile a quello che vorreste. Anche una scheda bianca, se nessuno dei candidati vi ha convinto”, dice ancora la segretaria.

“Venite perché il simpatizzante anonimo, disperatamente ottimista e innamorato della politica, è l’unica risorsa per provarci insieme. Nonostante tutto”.

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