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La villetta in cui fu uccisa Meredith Kercher potrebbe diventare un b&b con “museo del crimine”

La casa in via della Pergola a Perugia potrebbe essere venduta a un bancario pescarese che la trasformerebbe in un bed and breakfast

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 9 Gen. 2019 alle 17:23
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Immagine di copertina
La villetta a Perugia in cui il 1 novembre 2007 venne trovata morta Meredith Kercher. Credit: Getty Images

La villetta in via della Pergola nel centro di Perugia dove il 1 novembre del 2007 venne uccisa Meredith Kercher potrebbe diventare un museo del crimine. A riportare la notizia è Il Messaggero che rivela alcune informazioni relative all’acquirente.

A voler acquistare la casa in cui morì la giovane studentessa britannica sarebbe un bancario di Pescara. Se il proprietario attuale dovesse accettare l’offerta avanzata dal pescarese, la villetta divenuta drammaticamente celebre potrebbe essere venduta a 295mila euro, sempre secondo il quotidiano romano.

Ma non solo museo. In via della Pergola potrebbe nascere anche un bed and breakfast. Qualche tempo fa la villetta era tornata agli onori della cronaca con una notizia battuta dall’Ansa, secondo cui l’abitazione sarebbe stata ristrutturata nel 2017. La casa è stata posta sotto sequestro dal 2007 al 2009. Sei anni dopo venne ceduta dalla proprietaria precedente all’attuale titolare che ha deciso di metterla in vendita.

“Sempre nel sito dell’agenzia immobiliare si sottolinea che la ‘villa singola’ fu ‘completamente ristrutturata nel 2017 sia dal punto di vista sismico che strutturale’ ed è ‘immersa in giardino privato di circa quattro ettari'”, si leggeva sull’Ansa.

L’omicidio di Meredith Kercher

Meredith Kercher era una studentessa britannica in Erasmus all’Università di Perugia. La mattina del 1 novembre la ragazza venne ritrovata senza vita nella sua camera da letto, nella villetta di via della Pergola. A causare la morte della studentessa è stata un’emorragia provocata da una ferita al collo provocata da un oggetto acuminato. Per l’omicidio della 22enne è stato condannato in via definitiva il cittadino di origini ivoriane Rudy Guede.

Il processo è ricordato come uno dei più travagliati degli ultimi anni. In primo grado furono condannati dalla Corte d’Assise di Perugia nel 2009 come concorrenti nell’omicidio anche la coinquilina di Meredith Amanda Knox e l’allora fidanzato Raffaele Sollecito. Successivamente i due furono scarcerati, assolti dalla Corte d’Assise d’appello nel 2011 per non aver commesso il fatto. La Knox fu condannata a tre anni per calunnia per aver accusato dell’omicidio della coinquilina Patrick Lumumba, risultato invece estraneo ai fatti.

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