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Che fine ha fatto la nave di estrema destra anti-migranti C-Star

L'imbarcazione è in stato di abbandono al largo delle coste catalane, con a bordo i membri dell’equipaggio rimasti senza viveri né carburante

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 6 Ott. 2017 alle 17:05 Aggiornato il 6 Ott. 2017 alle 18:36
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Immagine di copertina
La nave C-Star

La C-Star, la nave presa in affitto dall’associazione Generazione identitaria per “affrontare le navi delle ong umanitarie e difendere l’Europa” con il progetto Defend Europe, ha concluso la sua missione.

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Per un mese l’imbarcazione ha navigato nelle acque limitrofe la Sar Zone libica nel tentativo di bloccare i soccorsi delle ong, intercettando i migranti e riconsegnandoli alla guardia costiera libica.

Oggi la nave è in stato di abbandono al largo delle coste catalane, con a bordo i membri dell’equipaggio originari dello Sri Lanka, rimasti senza viveri né acqua né carburante.

La conferma viene dalla Croce Rossa catalana, che è intervenuta consegnando loro cibo e acqua, come ha spiegato in una nota di lunedì scorso.

Nello specifico, secondo il giornale spagnolo El Periodico, la C-Star è ancorata a cinque miglia dal porto di Barcellona, dove non può entrare perché l’armatore – la società di Cardiff Maritime Global Service Limited – non ha pagato la tassa per attraccare.

A inizio ottobre anche l’International Transport Workers’ Federation (il sindacato dei marinai) ha denunciato come l’armatore della nave avesse abbandonato al loro destino i nove componenti dell’equipaggio.

“Prima affittano una nave battente bandiera mongola con l’equipaggio dello Sri Lanka per protestare contro l’immigrazione in Europa. Poi abbandonano lo stesso equipaggio nel Mediterraneo”, si legge nel comunicato della federazione riportato dal Corriere della Sera

Il giornalista Andrea Palladino su Avvenire ha portato alla luce i retroscena sui finanziamenti alla missione Defend Europe: i marinai di C-Star non sono mai stati pagati e l’armatore è sparito.

Della Cardiff Maritime Global Service Limited non c’è traccia, nessuno paga al momento i costi di approdo e il rifornimento del carburante nel porto di Barcellona.

Le sfortunate vicende alla C-Star erano cominciate già a fine luglio, quando la nave era stata fermata dalla polizia di Cipro nel porto di Famagosta.

Il comandante e il proprietario della nave erano stati bloccati con l’accusa di traffico di esseri umani e di aver fornito documenti falsi all’equipaggio.

Era il 26 giugno quando il movimento Generazione identitaria aveva annunciato di aver affittato la C-Star e nei primi giorni di luglio l’imbarcazione prendeva il largo dal porto di Gibuti.

Generazione identitaria si definisce un movimento apartitico ma utilizza online toni che rimandano all’estrema destra. Mira a bloccare gli sbarchi dei migranti in Europa e accusa le organizzazioni non governative (ong) di collaborare con gli scafisti.

Nonostante i numeri intoppi, il movimento non ha mai smesso di promuovere le sue operazioni: “Grazie alla presenza della C-Star nel Mediterraneo, la missione Defend Europe ha attirato l’attenzione sulle ONG, che agivano in segretezza. Ha quindi stravolto i loro piani, e ha obbligato gli Stati a reagire”, si legge in un post su Facebook.

“La nostra missione è stata pertanto un successo politico, con risultati concreti, e gli Europei dispongono d’ora in avanti di una ONG che li protegge”, scrivono sui social network gli attivisti.

La missione della C-Star sembra essersi definitivamente conclusa, ma resta ancora incerto il destino dell’equipaggio e stesso quello dell’imbarcazione.

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