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Rimborsopoli M5s: il mistero sul servizio delle Iene mai andato in onda su Giulia Sarti e l’ex fidanzato

La ex presidente della Commissione giustizia della Camera è accusata di non aver restituito al Movimento almeno 23mila euro

Di Marco Nepi
Pubblicato il 11 Mar. 2019 alle 12:47 Aggiornato il 11 Mar. 2019 alle 12:56
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Immagine di copertina
Giulia Sarti. Credit: Getty Images

Il programma Le Iene nella puntata di domenica 10 marzo avrebbe dovuto mandare in onda il servizio sulla “Rimborsopoli” dei 5 Stelle e sul caso di Giulia Sarti. 

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La ex presidente della Commissione giustizia della Camera è accusata di non aver restituito al Movimento almeno 23mila euro con la complicità del suo ex fidanzato Bogdan Tibusche.

Il 10 marzo era attesa un’intervista esclusiva a opera di Filippo Roma in cui Bogdan ammetteva di aver installato un impianto di videosorveglianza in casa della Sarti dietro sua richiesta.

”Le telecamere in casa di Giulia Sarti erano in tutte le stanze, anche in camera da letto. Registravano 24 ore su 24 tutto e tutti. Giulia ne era a conoscenza, lei ha le schede e io le copie di backup”, è quanto si legge in uno dei lunghi stralci dell’intervista a Bogdan diffusi prima della messa in onda.

“L’idea è stata congiunta”, ha poi ammesso in riferimento al mancato versamento dei contributi al Movimento.

Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

In tanti si sono chiesti perché l’intervista non sia però andata in onda nell’ultima puntata del programma. Davide Parenti, ideatore e capo degli autori delle Iene, ha risposto che “non c’è stato nessun problema politico, solo un incidente tecnico”.

“Purtroppo c’è stato un problema di file corrotto, di cui ci siamo resi conto solo al momento della messa in onda in diretta. Ma tutti lo vedranno in onda nella puntata di domani”, ha assicurato a Repubblica.

La risposta di Parenti però non ha convinto il deputato Anzaldi. “Disguido tecnico, mancanza di tempo o c’è altro? Parliamo di una vicenda che ha visto tirare in ballo anche il portavoce del presidente del Consiglio, Rocco Casalino, e dove si parla di videocontrolli h24 nell’abitazione privata di una parlamentare, è bene che venga fatta chiarezza”.

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