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Lega, il ministro Fontana: “Io insultato dal M5S, forse non vogliono più stare al governo”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 1 Apr. 2019 alle 10:58
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Il ministro per la Famiglia e la disabilità, Lorenzo Fontana, non ci sta alle critiche che nelle ultime settimane lo hanno sommerso, soprattutto in relazione al suo netto appoggio al Congresso delle Famiglie di Verona, e contrattacca. E lo fa soprattutto nei confronti del “fuoco amico” del Movimento Cinque Stelle, i cui esponenti non hanno risparmiato stilettate nei suoi confronti nei giorni scorsi.

L’ultimo, in ordine di tempo, è stato il pentastellato e sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle pari opportunità, Vincenzo Spadafora, che domenica 31 marzo in un’intervista su Rai 3 ha dichiarato: “Fino ad ora non abbiamo visto dal ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, grandi risposte o grandi aiuti” nei confronti delle famiglie composte da un uomo e da una donna. “Non si può andare in giro a dire che si è per il grande sostegno alla famiglia naturale e poi non si fa nulla”.

Così, durante un’intervista al Corriere della Sera, il ministro leghista risponde agli alleati di governo: “Ci accusano di essere nemici delle donne – ha detto riferendosi agli esponenti del M5s – ci danno dei fanatici, ci coprono di insulti quotidiani. Nell’ultimo mese sono stato più insultato dai 5 stelle che dalle opposizioni. Forse non hanno più a cuore lo stare al governo del Paese“.

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“Per quanto ci riguarda – ha aggiunto poi Fontana – noi siamo sempre positivi e propositivi, ci sono tante cose da fare e a nessuno interessano le polemiche. Però bisognerebbe chiederlo a loro. È evidente che se qualcuno continua a provocare, significa che vuole una reazione”.

Il ministro ha risposto anche alle parole di Spadafora: “Non ho dato risposte? Forse dormiva. Di certo, per i problemi di finanziaria, non tutto quello che vogliamo fare concretamente per le famiglie siamo già riusciti a farlo e ci siamo trovati tante misure azzerate perché finanziate dal precedente governo fino al 2018. Però siamo al lavoro da soli nove mesi”.

Una battuta, infine, anche sulle polemiche attorno al Congresso delle Famiglie: “C’è stato un processo alle intenzioni pazzesco’, ci hanno dipinto come dei nemici delle donne gente che le vorrebbe segregare in casa e togliere loro dei diritti. Ho persino letto una dichiarazione di Luigi Di Maio in cui diceva che qualcuno nega il tema della violenza sulle donne. Questo è un insulto deliberato. Difficile andare avanti a lavorare con chi ti insulta“.

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