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Metro e bus a Roma, vetture vecchie e senza pezzi di ricambio: nell’ultimo anno è record di corse saltate

Di TPI
Pubblicato il 14 Dic. 2018 alle 09:39 Aggiornato il 14 Dic. 2018 alle 09:41
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Immagine di copertina

Metro chiusa nel cuore di Roma da giorni: le stazioni di Flaminio e Spagna ancora chiuse. La stazione di Barberini chiusa in entrata e aperta solo in uscita.

La stazione Repubblica ancora chiusa dopo l’incidente sulle scale mobili dell’ormai lontano 23 ottobre scorso.

Sono le fotografie perfette per mostrare le condizioni in cui versa il trasporto pubblico a Roma. Condizioni “problematiche” certificate anche nella Relazione Annuale 2018.

I romani bocciano in maniera pesante il trasporto pubblico romano e da rapporto presentato ieri viene delineato un quadro a dir poco drammatico. Il tutto a fronte di una spesa annuale di 679 milioni di euro.

Nel caso di Atac, si legge nel rapporto, “persiste la difficoltà di attuare puntualmente quanto programmato anche a causa del taglio dei costi per la manutenzione, che rendono quello romano il parco vetture tra i più modesti e vetusti d’Italia”: 11 anni in media per gli autobus, 12 per le vetture della metropolitana e 32 per le ferrovie e oltre 33 per i tram.

Tra “squilibri gestionali” e “tensioni finanziarie”, le ripercussioni sulla qualità del servizio reso ai cittadini sono “clamorose”: negli ultimi 4 anni, ad esempio, è raddoppiato il numero delle corse di superficie soppresse che nel 2017 sfiora 1.3 milioni, in aumento del 26,5% rispetto al 2016, mentre guasti e ritardi hanno fermato quasi una vettura su due.

Dato aggravato dal numero degli utenti trasportati che nella capitale si aggira attorno a 1,2 miliardi di passeggeri l’anno, superando l’intera somma di quelli che si avvalgono del tpl a Milano, Torino e Napoli.

Anche il trend positivo della rete metropolitana registra una battuta d’arresto e la causa – assurda a pensarci bene – è la “mancanza di pezzi di ricambio” che, sommata a scioperi e malfunzionamenti, è tra le cause principali della flessione in negativo del 6% della qualità percepita dagli utenti rispetto all’anno precedente, “con un ingente aumento anche in questo caso delle corse perse di oltre il 41% tra 2016 e 2017″. Toccato così un nuovo record di corse perse: 112 mila.

Le carenze, sottolineano dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma, si ripercuotono sulla qualità percepita e il voto espresso dai cittadini non solo non raggiunge mai la sufficienza, ma è in costante declino.

L’unico dato che registra il segno più è il numero degli abbonamenti annuali venduti e in generale i ricavi dalla vendita dei titoli di viaggio, che arriva a coprire ora il 31% dei costi operativi, i”n linea con il dato del 2016 e in tendenziale crescita dal 2012, quando la copertura si attestava al 26%”.

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