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Marina Berlusconi attacca il governo: “È la fine della politica, non fa bene alla democrazia”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 13 Apr. 2019 alle 17:48 Aggiornato il 15 Apr. 2019 alle 14:44
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Immagine di copertina
Marina Berlusconi

“L’antipolitica, il populismo, l’intolleranza nascono da disagi reali, sono il frutto avvelenato della cattiva politica, di una crisi economica infinita, di una insicurezza diffusa. La cultura e i libri non sono la ricetta miracolosa, ma un antidoto”. Marina Berlusconi, figlia di Silvio Berlusconi e presidente di Mondadori e di Fininvest, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera.

Tra i tanti argomenti trattati, non potevano mancare riferimenti all’attualità politica dell’Italia, governata dall’esecutivo formato da Lega e Movimento Cinque Stelle. E nei confronti della maggioranza di governo, Marina Berlusconi non è stata per niente morbida.

“Guardo i dati – ha detto – che arrivano da fonti diverse e tutte autorevoli: peggiorano di giorno in giorno. Scrivere dei numeri su un pezzo di carta o su Facebook è facile, ma non si possono trasformare in realtà con un gioco di prestigio. Mi auguro che questo da “anno bellissimo” non si tramuti in un “annus horribilis” tra reddito di cittadinanza e presunte Flat tax. Che daranno ben poco in termini di sviluppo e lavoro, anzi, ruberanno un altro po’ di futuro alle prossime generazioni”.

Sul governo, Marina Berlusconi ha aggiunto che “certe emergenze come l’immigrazione sono state gestite, ma su economia e infrastrutture c’è da augurarsi che almeno la parte più responsabile di questo esecutivo si fermi a riflettere”.

L’imprenditrice non ha voluto specificare, tuttavia, quale delle due sponde del governo sia quella più responsabile, a suo avviso. “Lasciamo stare le pagelle e guardiamo più in generale. Credo bisognerebbe smetterla di considerare “classe dirigente” una parolaccia. Il dramma di un Paese non è quello di avere una classe dirigente, ma di non averla o che non sia adeguata e competente. Pensi al disastro che ha combinato un premier evanescente come Cameron, con il suo referendum da giocatore d’azzardo sulla Brexit”.

Una battuta anche sul populismo, che sembra ormai aver preso il sopravvento nel dibattito politico: “Mi pare che la politica, un po’ ovunque, si rifugi negli slogan, nei social, nella più trita demagogia perché non è più all’altezza di coltivare ideali e grandi progetti. Ma questa è la fine della politica e non fa certo bene alla democrazia”.

Sul padre, infine, Marina Berlusconi ha sottolineato che “ha sempre messo al centro del suo impegno politico l’ascolto e l’attenzione verso i diversi bisogni, le diverse istanze del suo popolo, ma decidendo poi nell’interesse generale. C’è chi, invece, va all’ossessivo rimorchio dei like e degli umori mutevoli degli internauti, per accontentare il popolo costi quel che costi. Mi pare una gran bella differenza: la differenza tra chi è un vero leader e chi leader non lo sarà mai”.

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