Nuotatore ferito a Roma, novità nelle indagini: il racconto di un testimone e le impronte sulla pistola

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 6 Feb. 2019 alle 15:00 Aggiornato il 7 Feb. 2019 alle 08:32
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Immagine di copertina
Manuel Mateo Bortuzzo. credit: Facebook/Manuel Mateo Bortuzzo

Non tornerà più a camminare Manuel Bortuzzo, il nuotatore ventenne colpito nella notte tra sabato 2 e domenica 3 febbraio nella periferia sud di Roma, nel quartiere Axa.

Il professore Alberto Delitala, responsabile della Neurochirurgia del San Camillo, ha parlato di “lesione midollare completa”. Ora Bortuzzo si trova in condizioni stabili, ancora sedato, e sarà risvegliato nei prossimi giorni.

La Squadra Mobile sta indagando sulla vicenda e continua a non scartare l’idea che si sia trattato di uno scambio di persona, ma valuta anche l’ipotesi che i malviventi avessero come obiettivo Martina, la fidanzata di Bortuzzo. Martina, che ha sedici anni, è anche lei una nuotatrice delle Fiamme Gialle ed è stata interrogata dagli inquirenti già quattro volte.

Il 6 febbraio sono state interrogate due persone sospettate di aver sparato contro il giovane.

L’agguato, secondo chi conduce le indagini, potrebbe provenire da gang che vivono nelle case popolari di Acilia-Villaggio San Giorgio e il movente potrebbe essere una partita di droga non pagata.

Sabato sera Manuel e Martina erano appena usciti dalla festa di compleanno di un’amica e si stavano dirigendo con la loro comitiva verso il pub, ma lo avevano trovato chiuso a seguito della rissa. La polizia era già nel pub per i rilievi, e allora i ragazzi hanno deciso di dirigersi verso un altro locale, trovando però anch’esso con le serrande abbassate. A quel punto la comitiva di amici, divisa in due diverse automobili, si era data appuntamento all’angolo con via Menandro.

“Ci siamo fermati in tabaccheria per comprare le sigarette”, ha spiegato Martina agli inquirenti; i due fidanzati sono scesi dalla Smart di Manuel con i cappucci alzati sulla testa per la pioggia battente e si sono avvicinati al distributore automatico. A quel punto si sono avvicinati i due malviventi su uno scooter e, a meno di una decina di metri dalla coppia, hanno aperto il fuoco. Sono stati esplosi tre colpi con una pistola di medio calibro che è stata rinvenuta dalla polizia in un giardino di Acilia.

Nuova svolta nelle indagini

L’ultima novità circa le indagini sui colpevoli della sparatoria di sabato sera all’Axa arriva a seguito di una testimonianza chiave. Un uomo, infatti, ha raccontato di aver visto due uomini a bordo di uno scooter gettare qualcosa – con tutta probabilità proprio l’arma da fuoco che è stata rinvenuta la mattina del 6 febbraio.

Andando ad incrociare le impronte digitali rimaste sulla pistola con la nuova testimonianza e le descrizioni dei proprietari del pub dei malviventi, probabilmente nel giro di poco tempo sarà possibile conoscere l’identità di questi ultimi.

La dinamica dei fatti

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, sembra che il drammatico episodio sia avvenuto al culmine di una rissa, fuori da un pub di piazza Eschilo, all’Axa. I testimoni parlano di tre colpi esplosi, poi a terra è rimasto il corpo del giovane Manuel Mateo Bortuzzo, in una pozza di sangue.

Il ragazzo, veneto, è una giovane promessa del nuoto. Da Treviso, il 19enne si è trasferito a Roma nell’autunno scorso, per allenarsi nel centro federale di Ostia. Il giovane subito dopo l’incidente era stato trasportato in ospedale in codice rosso.

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Sul posto era accorsa la polizia, che aveva trovato Manuel a terra. Il commissariato di Ostia e la Squadra Mobile di Roma da giorni indagano indagando sulla vicenda.

Ancora da capire la dinamica dei fatti. Il ragazzo era in compagnia di un amico, quando è stato colpito dal proiettile. Gli inquirenti indagano in tutte le direzioni e non escludono l’ipotesi dello scambio di persona. I tre colpi potrebbero essere partiti da uno scooter o da un’auto.

Le immagini di una telecamera di sorveglianza, al vaglio degli inquirenti, avrebbero ripreso dei fari in lontananza, poi il ragazzo che si accascia inerme. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Ostia, il giovane è stato immediatamente trasferito nella struttura ospedaliera del San Camillo.

Manuel è stato sottoposto a un intervento d’urgenza per bloccare l’emorragia toracica. Per rimuovere il proiettile, che secondo quanto riferito dai medici si sarebbe fermato su una vertebra, è stato necessario ricorrere ad un secondo delicato intervento. Nonostante gli sforzi dei medici il ragazzo non potrà tornare a camminare.

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