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M5s, spunta il “manuale anti-Lega”: 12 comandamenti per rimontare su Salvini

Di Giovanni Macchi
Pubblicato il 4 Apr. 2019 alle 10:04 Aggiornato il 4 Apr. 2019 alle 10:04
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Immagine di copertina
Luigi Di Maio e Matteo Salvini

Un manuale “anti-Lega” composto da 12 comandamenti. Un vademecum per la comunicazione dei parlamentari pentastellati. Obiettivo: far cambiare la percezione degli elettori sui rapporti di forza nel governo.

Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, sarebbe questa la mossa del Movimento Cinque Stelle per cercare di recuperare consensi in vista delle elezioni europee di maggio.

I sondaggi fotografano una situazione molto negativa per Di Maio e soci: la Lega viaggia col vento in poppa, il Movimento arranca. Il sentire comune è che sia stato Salvini a dettare l’agenda dell’esecutivo gialloverde fino ad ora.

Immigrazione, Tap, legittima difesa, caso Diciotti e molto altro. I grillini, secondo un pensiero diffuso anche tra alcuni big del Movimento (vedi Di Battista) non avrebbero fatto che da stampelle al Carroccio.

Ecco perché il manuale anti-Lega è formulato proprio con l’obiettivo di individuare 12 punti su cui è stato il M5s a imporre la sua linea alla Lega. L’imperativo rivolto ai parlamentari è chiaro: martellare su queste 12 questioni, far capire ai media e alla gente che anche la percezione di un governo a trazione leghista è sbagliata.

Ecco allora l’elenco delle “imposizioni” del M5s alla Lega: si parte dal reddito di cittadinanza, che la Lega non voleva e su cui invece ha cambiato idea. Poi c’è il Decreto Dignità, altra misura ostile alle idee leghiste sulla politica economica.

E ancora: le trivelle, sulle quali il Movimento ha ottenuto l’aumento dei canoni per le concessioni. Poi la riforma della prescrizione, su cui si è raggiunto un compromesso con una Lega “inizialmente ostile” e, udite udite, la Tav, sulla quale il rinvio di una decisione definitiva può essere spacciato, per i vertici pentastellati, come una vittoria.

I tagli ai vitalizi e alle pensioni d’oro sono altri due successi del Movimento, che ha imposto la sua linea a una Lega contraria a entrambe le misure. E che dire della legge Spazzacorrotti? Altro chiaro successo grillino su un alleato ostile.

Si va poi ai diritti civili: la cittadinanza a Ramy è arrivata grazie al pressing di Di Maio, al Congresso delle Famiglie di Verona è stato tolto il patrocinio di Palazzo Chigi sempre grazie al M5s.

Ciliegina sulla torta, la politica estera: l’accordo con la Cina sulla Via della Seta è tutto di marca grillina. La Lega, riscopertasi atlantista e filo-americana, si è dovuta piegare.

Come scrive Mattia Feltri sul Fatto, “la strategia di comunicazione è pronta. Ora resta la parte più difficile: convincere gli elettori”.

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