La rivista Left candida il comune di Riace al Nobel per la Pace

Secondo i promotori, supportare la nomina del Comune di Riace per il Nobel della Pace è un atto di impegno civile

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 8 Dic. 2018 alle 18:29
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Immagine di copertina
Mimmo Lucano

La rivista Left ha candidato il comune di Riace al Nobel per la Pace. Sul sito internet si legge che la proposta è stata avanzata da una rete di organizzazioni della società civile, Ong e Comuni.  (qui il profilo di Mimmo Lucano).

“Siamo a a favore dell’assegnazione del premio Nobel per la Pace 2019 a Riace, il piccolo Comune calabrese che invece di rinchiudere i rifugiati in campi profughi li ha integrati nella sua vita di tutti i giorni”, scrivono su Left. 

“Riace è conosciuta in tutta Europa per il suo modello innovativo di accoglienza e di inclusione dei rifugiati che ha ridato vita ad un territorio quasi spopolato a causa dell’emigrazione e della endemica mancanza di lavoro. Le case abbandonate sono state restaurate utilizzando fondi regionali, sono stati aperti numerosi laboratori artigianali e sono state avviate molte altre attività che hanno creato lavoro sia per i rifugiati che per i residenti”.

I promotori dell’iniziativa hanno riassunto la vicenda che ha interessato il primo cittadino di Riace, sospeso dalla carica e costretto a lasciare la sua casa: contro di lui infatti è stato disposto un divieto di dimora.

Dura la condanna espressa contro i giudici, accusati di aver cercato di ” porre fine ad una esperienza che contrasta chiaramente con le attività dei Governi che si oppongono all’accoglienza e all’inclusione dei rifugiati”.

“Supportare la nomina del Comune di Riace per il Nobel della Pace è un atto di impegno civile e un orizzonte di convivenza per la stessa Europa”, concludono i promotori.

Sulla possibilità di vincere questo importante riconoscimento si era espresso lo stesso Lucano, che in un’intervista all’Ansa ha affermato: “Sogno di tornare sindaco di Riace e che il mio paese possa vincere il Premio Nobel per la Pace: credo di aver subito un’ingiustizia”.

“Sarebbe un premio a chi non si rassegna all’egoismo, all’odio razziale e alle discriminazioni”.

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